Riscossa della Lega: richieste di rinnovamento e segni di tensione interna
Roma, 19 agosto 2026 – “La Lega deve fare la Lega”. Questa è la ferma dichiarazione di Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega lombarda, che sottolinea come il partito, nato dalla crisi della Prima Repubblica e oggi consolidato in Parlamento, si sia “imborghesito”. Romeo ha condiviso queste riflessioni nel suo libro recentemente presentato dal titolo Fare la Lega. Agenda per il rinnovamento, riporta Attuale.
Le dichiarazioni di Romeo emergono in un contesto di crescente preoccupazione tra i dirigenti del partito, in particolare dopo che il governatore lombardo Attilio Fontana ha accennato a un possibile passo indietro di Matteo Salvini. Questa situazione solleva sospetti su una manovra coordinata per rivedere la leadership in vista della riunione di settembre a Pontida. Fontana e Romeo si presenteranno insieme all’evento, indicativo di una coordinazione tra i governatori del nord, frustrati dall’approccio di Salvini, che sembrerebbe più focalizzato su slogan di ultra-destra piuttosto che sugli interessi locali.
Intanto, l’entourage di Salvini mantiene un profilo basso, chiedendo al leader di concentrarsi sui risvolti ministeriali e sul prossimo congresso. Nonostante il silenzio, i critici segnalano che la tempistica dell’intervista di Fontana, assieme alla pubblicazione del libro di Romeo, suggerisce un’operazione ben orchestrata da parte degli elementi nordisti del partito, i quali affermano di essere in contatto costante.
“Passando tanto tempo tra i militanti ho voluto raccontare in modo costruttivo il grande desiderio di rinnovamento che viene dalla base – sostiene Romeo – Servono consigli per rilanciare il movimento”. Tra i segnali di cambiamento avvertiti c’è stato anche il passato governo Conte e le problematiche interne legate a nuove candidature, come quella di Roberto Vannacci, le cui posizioni hanno suscitato una serie di domande tra i membri del partito. Sebbene Romeo non metta in discussione la dimensione nazionale della Lega, egli avverte che è necessario rispondere alle esigenze della base, sottolineando che “ci siamo imborghesiti” e ponendo interrogativi riguardanti le scelte politiche come il ponte sullo stretto.
Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, sposa la causa di Salvini dicendo: “Se si ha davvero a cuore il movimento, è giusto discutere e ragionare sul futuro. Ma bisogna farlo evitando conflitti pubblici e confusione”. Il giovane presidente del Veneto, Alberto Stefani, conferma la lealtà nei confronti di Salvini, ponendo l’accento sulla necessità di unità e impegno, soprattutto in vista del congresso da tenersi nel prossimo anno. Le sue parole sono condivise anche da Luca Toccalini, coordinatore della Lega Giovani, che sottolinea l’importanza di agire piuttosto che polemizzare.