Il nuovo patto europeo sulla migrazione pone nuove sfide all’Italia
Con l’approvazione dei hub esterni all’Unione Europea, considerata dal governo italiano come una vittoria del ‘modello Albania’ di Giorgia Meloni, il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore il 12 giugno, impone ora delle stringenti misure che richiedono attenzione. Tra le novità introdotte ci sono procedure di espulsione accelerate e una semplificazione del processo di trasferimento dei ‘dublinanti’. Questo cambiamento è stato colto da diversi paesi europei, tra cui Germania, Svizzera, Austria, Finlandia e Svezia, che hanno manifestato l’intenzione di rispedire in Italia i richiedenti asilo sbarcati sulle coste italiane e successivamente diretti verso il Nord, riporta Attuale.
L’implementazione del nuovo patto ha di fatto sollevato il divieto unilaterale imposto nel dicembre 2022 dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha bloccato 80.000 richieste di rimpatrio negli ultimi tre anni. Questo ha fornito un assist alla sinistra, che ha sfruttato l’occasione per criticare la premier. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha sottolineato come la manovra di sospendere Schengen dopo l’incidente di Ceuta abbia creato un precedente pericoloso. “Quando dicevo che su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l’Europa, ma soprattutto per l’Italia, intendevo esattamente questo”, ha dichiarato Schlein. Essa ha insistito sulla necessità che ogni paese dell’UE faccia la propria parte nell’accoglienza, criticando l’attuale criterio di Dublino.
Anche Giuseppe Conte ha espresso il suo dissenso, definendo il “show” su Ceuta come dannoso. “Un capolavoro targato Meloni: i rimpatri funzionano, ma contro di noi”, ha affermato il leader del M5s sui social. Matteo Renzi ha definito la situazione come un “autogol” del governo, sostenendo che Meloni ha compromesso la solidarietà europea. “Ora ci toccano i cocci”, ha aggiunto.
I dati recenti parlano chiaro: nel 2025 l’Italia è stata chiamata a riaccogliere 24.152 migranti secondo Eurostat. “Le regole di Dublino – ha risposto Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo – indicano che uno Stato non è più competente per la domanda di asilo dopo un anno dall’ingresso illegale, rimanendo pochissimi i casi di trasferimento rilevanti.” Fidanza ha inoltre affermato che le nuove norme europee sui Paesi terzi sicuri e le accelerate procedure di frontiera ridurranno drasticamente il numero di potenziali ricollocamenti.
Nel frattempo, Spagna e Francia stanno adottando posizioni rassicuranti. Madrid ha dichiarato di essere “favorevole” a gestire la questione dei dublinanti attraverso i meccanismi di solidarietà europei piuttosto che ricorrere a espulsioni bilaterali. Anche Parigi ha confermato la decisione di non rimandare i migranti in Italia, preferendo collaborare con il governo italiano per ridurre i flussi migratori provenienti da Tunisia e Libia.
Non ci posso credere, ma sembra che l’Italia sia destinata a diventare un centro di smistamento per i migranti. Ma come ci aiuteranno a gestire questa situazione? I cittadini italiani si sentono sempre più a disagio. Questa è una vera sfida per il nostro paese e la nostra sicurezza!!!