Singapore riduce il progetto di disboscamento a seguito delle proteste pubbliche
Il governo di Singapore ha deciso di modificare un piano controverso che prevedeva il disboscamento parziale di due foreste cittadine per fare spazio a nuovi alloggi, in risposta alle forti critiche espresse dalla popolazione. L’iniziativa ha suscitato proteste ampie, tanto da indurre l’esecutivo a rivedere l’intervento, riporta Attuale.
La piccola isola, con una densità abitativa altissima e una popolazione di circa sei milioni di abitanti, attribuisce grande importanza alle aree verdi e ai parchi. La pressione per la costruzione di abitazioni è accentuata dalla scarsità di terreni, con circa l’80% della popolazione residente in case pubbliche a prezzi sussidiati. Questo differisce notevolmente da altre realtà urbane, come Hong Kong, dove la domanda di abitazioni super affollate è costante.
Il piano iniziale prevedeva la costruzione di alloggi in due aree boscose situate nel sud-ovest della città, impattando su circa due terzi della foresta Maju e sulla metà di un’altra foresta vicino ai Gillman Barracks. Le proporzioni in gioco sono significative, considerando che l’estensione complessiva delle aree interessate è equivalente a circa la metà della Città del Vaticano.
Le opposizioni al progetto sono state veementi: 49.000 cittadini hanno firmato petizioni chiedendo la costruzione in aree dismesse, come campi da golf e vecchi edifici commerciali. Circa 700 persone hanno anche scritto una lettera a membri del parlamento sollecitando la protezione delle aree verdi. Domenica scorsa, un sit-in ha visto la partecipazione di circa 2.000 manifestanti, seguendo un sondaggio pubblico chiuso il 6 agosto, che raccoglieva commenti sul progetto.
Coloro che si oppongono al piano sostengono che le foreste in questione svolgono un ruolo cruciale nella regolazione della temperatura cittadina, contribuiscono alla biodiversità e sono sempre più rare nella metropoli. Inoltre, queste aree offrono spazi per escursioni naturalistiche all’interno dei confini urbani.
In risposta alle crescenti esigenze abitative, il governo giustifica il progetto, affermando che la popolazione è prevista in aumento e potrebbe arrivare fino a 6,5-6,9 milioni entro il 2030. Per fare fronte a questa crescita, nel 2023 è stata decisa la chiusura dell’unico ippodromo di Singapore per liberare spazio per nuove costruzioni.
Il sottosegretario per lo Sviluppo nazionale, Alvin Tan, ha dichiarato che il governo intende ascoltare le richieste della popolazione, apportando modifiche al piano originale per salvaguardare un’area maggiore delle foreste coinvolte, sebbene questo potrebbe tradursi in una minore disponibilità di case per i cittadini. I dettagli precisi delle modifiche al progetto devono ancora essere chiariti.