La guerra in Medio Oriente ha spostato il traffico aereo verso gli aeroporti asiatici

23.08.2026 15:45
La guerra in Medio Oriente ha spostato il traffico aereo verso gli aeroporti asiatici

Effetti della guerra in Medio Oriente sul traffico aereo globale

La guerra iniziata a febbraio in Medio Oriente ha gravemente colpito gli aeroporti della regione, in particolare quello di Dubai, che nel 2025 era il secondo più trafficato al mondo. Tuttavia, ha avuto ripercussioni positive per gli aeroporti del Sud-est asiatico, dell’Asia orientale e della Turchia, che hanno registrato un aumento significativo di passeggeri provenienti da rotte alternative per viaggiare tra Europa, Asia e Australia, riporta Attuale.

Prima del conflitto, le principali compagnie aeree del Golfo Persico, tra cui Emirates e Qatar Airways, gestivano circa un terzo del traffico aereo tra Europa e Asia, trasportando circa la metà dei viaggiatori tra l’Europa e l’Australia. Secondo l’International Air Transport Association (IATA), il 16% di tutti i passeggeri aerei nel 2025 transitava attraverso un aeroporto in Medio Oriente.

La guerra ha radicalmente cambiato questa situazione: lo spazio aereo della regione è stato chiuso per settimane, diversi aeroporti hanno subito bombardamenti iraniani, e molte compagnie straniere hanno sospeso i voli. Anche dopo l’accordo statunitense per il cessate il fuoco con l’Iran ad aprile e la ripresa dei voli, molti passeggeri tra Asia, Australia ed Europa hanno preferito evitare scali nella regione, optando per voli diretti ma più costosi o scegliendo aeroporti alternativi come quelli di Hong Kong, Istanbul, Seul e Singapore.

A maggio, l’IATA ha segnalato che le prenotazioni di voli tra giugno e settembre erano diminuite globalmente, tranne che per la regione dell’Asia-Pacifico, dove erano aumentate del 33% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Tra gli aeroporti asiatici che hanno registrato il maggiore incremento di passeggeri c’è quello di Incheon, in Corea del Sud, che ha visto un aumento del 18% nel traffico in transito nella prima metà del 2026 rispetto all’anno precedente, e del 63% sulle rotte europee. Dati preliminari indicano che Incheon è diventato l’aeroporto più trafficato al mondo per passeggeri internazionali, superando i precedenti leader, Dubai e Heathrow.

Il traffico passeggeri internazionali è aumentato del 11% anche all’aeroporto internazionale di Hong Kong, mentre il terminal di Taoyuan a Taiwan ha visto un incremento di quasi il 10%.

In risposta alla crescente domanda, le compagnie aeree hanno aumentato i voli. L’aeroporto di Singapore-Changi, che gestisce circa il 25% del traffico tra Europa e Australia, ha annunciato che tra marzo e luglio sono stati aggiunti oltre 800 voli per città come Londra, Monaco, Parigi e Sydney. Turkish Airlines ha aumentato le rotte verso Cina, Hong Kong e Thailandia, evidenziando un cambiamento nelle preferenze dei passeggeri, che evitano ora la regione mediorientale. Anche compagnie europee come il Gruppo Lufthansa e Air France hanno segnalato tendenze simili.

Tuttavia, non è certo che questa tendenza perdurerà: recentemente, le compagnie aeree mediorientali hanno ridotto i prezzi per restare competitive, e la relativa calma nel conflitto tra Stati Uniti e Iran ha spinto alcuni viaggiatori a tornare a volare attraverso il Medio Oriente. L’IATA ha notato all’inizio di luglio un incremento nelle prenotazioni di voli verso il Medio Oriente per aprile e maggio, anche se queste restano al di sotto della media storica, mentre le prenotazioni per l’Asia-Pacifico hanno registrato una flessione.

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