Primarie in discussione: il futuro di Schlein e il timore di divisioni nel centrosinistra

26.08.2026 06:25
Primarie in discussione: il futuro di Schlein e il timore di divisioni nel centrosinistra

Incertezze sulle primarie del centrosinistra: Conte e Schlein valutano un passo indietro

E se Giuseppe Conte decidesse di rinunciare, insieme a Elly Schlein, per evitare il lacerante effetto delle primarie? Ciò porterebbe la segretaria del Partito Democratico a considerare la possibilità di fare un passo indietro per favorire il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, secondo quanto riferiscono fonti vicine. “Tutto un machiavello di Claudio Mancini”, rispondono fonti dem riguardo al parlamentare romano, considerato il manovratore del sindaco, che collabora con Goffredo Bettini e parte dell’ex Pci per promuovere una distensione con Conte e scongiurare le primarie. Queste ultime preoccupano i riformisti e la sinistra dem, ma continuano a rappresentare la via principale del centrosinistra, specialmente in vista della riforma elettorale che la premier Giorgia Meloni non intende revocare, riporta Attuale.

Il timore per le primarie si riflette nel lavoro interno al Pd volto a evitarle. Ieri l’ex ministro della sanità, Roberto Speranza, noto per il suo ruolo di mediatore con il Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: “Sono un errore politico e vanno evitate”. Secondo Speranza, il rischio è che lo scontro tra i leader della coalizione possa risultare divisivo e ridurre la mobilitazione per le elezioni. Tale posizione non è “concordata” con i rappresentanti di Andrea Orlando e Peppe Provenzano, ma riflette preoccupazioni crescenti all’interno della coalizione, come evidenziato dalle critiche espresse da Romano Prodi, Pier Luigi Bersani e Bettini. D’altro canto, sostenitori delle primarie come Arturo Parisi, Giorgio Gori e Stefano Patuanelli non vedono alternative. Dario Franceschini ha invece smentito di essere il promotore di una moratoria per evitare conflitti interni.

La consultazione preoccupa, non tanto per il possibile esito, che a meno di un catastrofico fallimento del Pd dovrebbe favorire Schlein, ma per il rischio che una sconfitta di Conte allontani il pubblico del Movimento 5 Stelle dalle urne, portando la segretaria dem a condurre una “sicura corsa a perdere” nelle elezioni. Questa inquietante possibilità è ormai nota all’interno del centrosinistra.

In questo contesto, si intensificano le trame e le indiscrezioni. Innanzitutto, il centrosinistra spera che la maggioranza possa autodistruggersi attorno alla proposta di legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza; tuttavia, questa rimane un’opzione altamente improbabile, dato che Meloni è particolarmente favorevole all’idea che chi ottiene “un voto in più” assuma il governo. Conte, per ora in privato, ha dichiarato di essere “pronto a fare un passo indietro” se anche Schlein facesse lo stesso, mentre si oppone decisamente al doppio turno proposto dal Pd, temendo che rappresenti una trappola per indebolirlo.

Se subito dopo l’approvazione della legge elettorale Conte rendesse ufficiale la sua posizione, Schlein si troverebbe in grande imbarazzo nell’insistere per le primarie. Esse rappresentano l’unico strumento con cui potrebbe guadagnare la leadership, ma quasi certamente non il governo. La bussola del centrosinistra, in fin dei conti, è rivolta alla corsa per il Quirinale nel 2029; pertanto, è fondamentale impedire a Meloni di prevalere, poiché questa potrebbe ambire alla successione di Sergio Mattarella. Per questi motivi, chi cerca di evitare le primarie, nuovamente, punta a nomi indipendenti, come la sindaca di Genova, Silvia Salis (assieme ai napoletani Gaetano Manfredi e romano Gualtieri), e l’ex capo della polizia, Franco Gabrielli, per unire il centrosinistra. Tuttavia, per cominciare, sarà necessario affrontare l’astio persistente tra gli elettori del Pd e del 5 Stelle.

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