Malumori interni in Futuro Nazionale sul programma di Vannacci, critiche da Sforzini

25.08.2026 12:05
Malumori interni in Futuro Nazionale sul programma di Vannacci, critiche da Sforzini

Libero riporta di malumori all’interno di Futuro Nazionale. Alcuni membri del movimento non sarebbero stati informati riguardo a punti controversi, come la negazione dell’aborto e la proposta di aiuti per le case destinate a famiglie numerose, che potrebbero avvantaggiare quelle composte da immigrati, riporta Attuale.

Il programma politico di Futuro Nazionale, sotto la guida di Roberto Vannacci, sta generando dibattito non solo tra gli avversari politici ma anche all’interno del movimento stesso. Secondo quanto riportato da Libero, diverse proposte conservatrici, tra cui l’idea che l’aborto non sia un diritto, stanno creando tensioni.

La spaccatura interna e le critiche del Centro Studi

Le critiche più forti provengono da Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, un think tank del movimento. Sforzini ha avvertito che la svolta ultra-conservatrice potrebbe rivelarsi un rischio elettorale significativo. Sottolinea che riservare aiuti per le case popolari esclusivamente ai concepiti potrebbe, in realtà, avvantaggiare soprattutto le famiglie di immigrati, contraddicendo le basi politiche del movimento. Sforzini lamenta di essere stato isolato e attribuisce questa radicalizzazione a consiglieri legati al leader che spingono per posizioni estreme, avvertendo che «i cattivi consiglieri sono assai più pericolosi dei buoni nemici».

Destra liberale o «polizia morale»?

L’analisi del Centro Studi si conclude con una riflessione sul futuro della destra, affermando: «Una destra di governo deve persuadere uomini liberi, non educarli sotto tutela. Si può sostenere la natalità senza istituire polizie morali o ricorrere a prontuari dell’Ottocento». La questione centrale per Vannacci diventa quindi strategica: costruire un partito di destra liberale, nazionale e di governo che possa dialogare con l’intera coalizione di centrodestra, oppure isolarsi in una posizione massimalista e identitaria, correndo il rischio di una seria implosione.

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