Alluvione devastante al confine tra Nepal e Cina: oltre 300 vittime e 1500 dispersi
Il 26 agosto, un’imponente alluvione ha colpito il quartiere di Gyirong, che segna il principale valico commerciale tra Nepal e Cina, provocando la morte di oltre 300 persone, con altre 1500 risultanti disperse. La catastrofe ha coinvolto turisti provenienti da più di 20 paesi, tra cui due italiani, e operatori locali, travolti dall’onda d’acqua. La montagna d’acqua, alta più di un palazzo di sei piani, ha causato devastazione nei villaggi circostanti, riporta Attuale.
L’onda, generata rapidamente, ha distrutto ponti e ville intere. I dettagli sulle cause rimangono incerti: sebbene il ministro degli Esteri nepalese suggerisca un collegamento con un terremoto, alcuni esperti, come il geologo canadese Dan Shugar, suggeriscono che sia stata una frana o la rottura di un ghiacciaio a 5200 metri d’altezza a scatenare la violenza degli eventi. I video condivisi sui social mostrano l’onda che avanza, senza lasciare scampo.
La tragedia ha interrotto strade, elettricità e telecomunicazioni a Gyirong, aumentando il bilancio delle vittime e rendendo urgente l’intervento delle autorità. Le immagini satellitari diffuse mostrano chiaramente il prima e il dopo l’alluvione, evidenziando la devastazione. Le fotografie del 26 agosto, scattate poche ore dopo la calamità, mostrano l’area in uno stato di caos, contrariamente alla tranquillità evidente solo qualche giorno prima.
Insieme alle immagini del fiume Trishuli e del villaggio di Syabrubesi, colpito duramente, le fotografie testimoniano la gravità di quanto avvenuto. Oltre al numero crescente di vittime, l’adeguata risposta da parte delle autorità è fondamentale per rispondere a questa emergenza e fornire assistenza a chi è stato colpito.