Investimento saudita in Francia: un nuovo parco tematico dedicato a Dragon Ball
Il 24 agosto 2026, l’Arabia Saudita e la Francia hanno firmato un protocollo d’intesa per la creazione di tre parchi tematici nei dintorni di Parigi, il più emblematico dei quali sarà dedicato al celebre manga Dragon Ball, creato da Akira Toriyama, riporta Attuale.
Il progetto prevede la realizzazione di queste strutture nella regione di Cergy-Pontoise, sul sito dell’ex parco Mirapolis, chiuso 35 anni fa. L’incontro tra il presidente francese Emmanuel Macron e il principe saudita Mohammed bin Salman (MBS) ha suscitato un notevole interesse, ma ha anche sollevato alcune polemiche. “Una nuova destinazione mondiale”, ha affermato Macron, esprimendo il suo orgoglio per un investimento di 6 miliardi di euro che promette di generare circa 22.000 posti di lavoro, superando i ventimila di Disneyland Paris.
Tuttavia, il progetto ha attirato critiche: Anne Fourcade, architetta dell’attuale Mirapolis, ha lamentato l’assenza di un parco tematico francese e l’opportunità sprecata di valorizzare il patrimonio culturale locale. “È un peccato che non venga messo a frutto il nostro ingegno”, ha sottolineato.
Questo investimento fa parte di una strategia più ampia dell’Arabia Saudita per diversificare le proprie operazioni oltre il settore petrolifero e promuovere il soft power. Similmente a quanto fatto dal Qatar con il Paris Saint-Germain, i sauditi puntano così a entrare nel mercato dell’intrattenimento francese in collaborazione con elementi culturali giapponesi.
Nonostante l’enfasi sul potenziale occupazionale e turistico, analisi critiche segnalano una tendenza preoccupante: mentre si prospetta la nascita di un grande parco a tema, si assiste alla chiusura di storiche strutture industriali, con la deindustrializzazione della Francia che continua inesorabile. Jérôme Fourquet, sociologo, ha notato che la coincidenza temporale tra l’annuncio del parco e la chiusura dello stabilimento Stellantis di Poissy getta luce su un problema più vasto, in linea con il declino della produzione industriale che ha visto la manifattura passare dal 12% al 9,6% del PIL dal 2016 a oggi.
Dinanzi a questa strategia di investimento, rimane aperta la domanda: si sta trasformando la Francia in un “bordello per turisti”? Con tali investimenti che non riescono a coprire le lacune lasciate dalla chiusura degli impianti industriali, il futuro economico del paese appare incerto.