La reazione di Carl Bildt alla sepoltura di Ratko Mladic in Serbia
Il primo Alto rappresentante internazionale per la Bosnia-Erzegovina ed ex premier svedese, Carl Bildt, ha espresso forte preoccupazione per la decisione della Serbia di seppellire Ratko Mladic con onori di Stato. «Non abbiamo ancora visto esattamente come saranno organizzati i funerali. Ma la Serbia dovrebbe sapere che l’Unione europea e altri stanno seguendo la questione con grande attenzione», ha dichiarato Bildt, riporta Attuale.
Bildt, che ha ricoperto il ruolo di primo ministro svedese dal 1991 al 1994 e che è stato inviato speciale dell’Unione europea per l’ex Jugoslavia, ha una prospettiva unica sulla situazione. Durante le operazioni del 1995, ha cercato di avvertire Belgrado dell’importanza della conquista della enclave di Srebrenica, ma gli attacchi aerei non furono sufficienti a fermare l’avanzata serba.
In merito al genocidio di Srebrenica, Bildt ha dichiarato: «Credo che si sarebbe dovuto agire molto più rapidamente per catturare i principali responsabili, Mladic su tutti, e assicurarli alla giustizia. In qualità di Alto Rappresentante sollecitai tale iniziativa, ma le forze della Nato non erano disposte a farlo». La difficoltà dei politici in Bosnia-Erzegovina nel raggiungere una vera riconciliazione è un’altra questione critica. «Troppi politici hanno considerato la pace come la continuazione della guerra con altri mezzi», ha aggiunto Bildt.
Oggi, la situazione nei Balcani è fragile. «Spero di no, ma ci troviamo in una fase critica», ha osservato, esprimendo timore per il futuro del Kosovo e delle imminenti elezioni in Serbia. «È stato un grave errore da parte del Consiglio di Sicurezza dell‘Onu proclamare le “zone sicure” senza autorizzare le forze necessarie a difenderle. È significato andare incontro al disastro».