La tragedia della famiglia di Pietralata: la lettera di Luca e Valentina prima dell’omicidio-suicidio e l’emergenza dei caregiver

01.09.2026 20:25
La tragedia della famiglia di Pietralata: la lettera di Luca e Valentina prima dell'omicidio-suicidio e l'emergenza dei caregiver

Tragedia familiare a Roma: genitori uccidono la figlia disabile e si suicidano

Lunedì scorso a Roma, i genitori Luca Abbasciano, 42 anni, e Valentina Pambianco, 41, hanno ucciso la loro figlia Bianca, che stava per compiere sei anni, il loro cane Theo, e poi si sono tolti la vita, lasciando dietro di sé una serie di lettere testimonianza della loro disperazione. “Da soli non ce la facciamo”, si legge in un messaggio scritto a mano, ritrovato insieme ad altri, contribuendo a dipingere un quadro inquietante di un sistema che sembra abbandonare le famiglie in difficoltà, riporta Attuale.

Le lettere rivelano un epilogo tragico di anni di isolamento e frustrazione accanto a una bambina con disabilità, i cui bisogni quotidiani non sono stati adeguatamente supportati dalle istituzioni. “Pensa tu a papà”, scrive Luca al fratello, evidenziando un sentimento di invisibilità e di porte chiuse in faccia a richieste disperate di aiuto. “È una narrazione comoda per gli altri: se siamo supereroi possiamo sopportare tutto, anche l’abbandono”, commenta Giuseppe Barbera, padre di un bambino con gravi disabilità, criticando il concetto di ‘genitore eroe’ che spesso soppianta l’assistenza reale.

La situazione in Italia è allarmante, con oltre 3 milioni di persone che convivono con gravi limitazioni e circa 7 milioni di familiari caregiver, in maggioranza donne, che gestiscono quotidianamente le mancanze del welfare pubblico. A queste si aggiungono oltre 1,4 milioni di casi di demenza, previsti in aumento nei prossimi anni. Tuttavia, i sostegni rimangono esigui: nel 2026, l’indennità di accompagnamento ammonta a 551,53 euro al mese e spesso non copre i costi crescenti delle malattie. Il Fondo dedicato disponeva, nel 2024, solo di 25,8 milioni per un numero elevato di necessitati.

Di fronte a questo scenario, propone Beppe Grillo una soluzione: il “Reddito di Cura”, un sostegno che non dipenda dall’ISEE, affrontando il tema della valorizzazione del lavoro delle famiglie. Grillo ricorda la tragedia di Modena nell’aprile 2025, quando un uomo di 83 anni che soffriva di Alzheimer ha ucciso la moglie e il figlio, per poi suicidarsi, sottolineando la necessità di un riconoscimento concreto per le famiglie.

Il fronte associativo, rappresentato dalla FISH, Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie, insiste sull’urgenza di attuare pienamente il “Progetto di Vita”, previsto dal decreto legislativo 62 del 2024. “Questo rischia di rimanere solo una dichiarazione di intenti”, avverte il presidente Vincenzo Falabella, richiedendo l’implementazione di servizi di supporto adeguati per le famiglie in difficoltà. La Camera dei Deputati sta esaminando diverse proposte sui caregiver, mentre l’opposizione critica la scarsità delle risorse destinate a queste problematiche.”

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