Torino: uomo scarcerato dopo aver aggredito sessualmente una ragazzina di 13 anni
Un uomo bengalese di 42 anni è stato scarcerato dopo aver violentato una ragazzina di 13 anni nel suo minimarket a Torino. Nonostante il reato grave e le prove raccolte dalle telecamere di sorveglianza, il giudice ha deciso di rilasciarlo con obbligo di firma, citando la sua apparente collaborazione con le autorità e sottolineando che è incensurato, riporta Attuale.
Il crimine è avvenuto il 28 agosto, quando la giovane si era recata nel negozio per acquistare succhi di frutta per i suoi fratelli. Dopo un iniziale approccio a carattere amichevole, l’uomo l’ha molestata fisicamente. La ragazza è riuscita a fuggire e ha immediatamente informato sua madre, portando all’arresto del reo. Tuttavia, il 31 agosto, nonostante la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pubblico ministero, il giudice ha deciso di non applicare misure restrittive più severe.
La decisione ha suscitato forte indignazione in ambito politico. La premier Giorgia Meloni ha espresso la sua preoccupazione, affermando che, nonostante le leggi siano severe e le forze di polizia abbiano operato correttamente, l’azione giudiziaria ha infranto la catena di responsabilità. “Andiamo avanti con norme, uomini, mezzi e risorse, ma così è davvero difficile”, ha dichiarato sui social.
Anche il ministro della giustizia Carlo Nordio ha preso posizione, annunciando l’invio di ispettori per esaminare il caso. Ha, però, ribadito il rispetto per l’autonomia della magistratura. “Non posso e non devo interferire”, ha detto, anche se il caso della violenza ha scatenato una reazione unanime di condanna da parte di tutte le forze politiche. Matteo Salvini, leader della Lega, ha descritto la situazione come una vergogna e ha sollecitato misure drastiche, come la castrazione chimica per i violentatori, affermando che “la proposta della Lega non può più aspettare”.
Le reazioni continuano ad arrivare anche dal centrosinistra, con figure come Raffaella Paita e i parlamentari del PD che hanno evidenziato la gravità dell’incidente e la necessità di una valutazione più seria dei rischi per le donne. Questo episodio evidenzia preoccupazioni più ampie sulla sicurezza e il trattamento delle violenze sessuali, specialmente nei confronti delle minorenni.
Il caso ha acceso un dibattito su come il sistema giuridico gestisca tali situazioni, in particolare sul bilanciamento tra la presunzione di innocenza e la protezione delle vittime. La vittima e la sua famiglia si trovano ora a affrontare un trauma inaccettabile, mentre il sistema sembra incapace di fornire una risposta adeguata e giusta.