Le preoccupazioni per l’influenza russa nel dibattito pubblico europeo
Dopo l’episodio di Lipsia, che fa pensare a un’azione bellica vera più che a un episodio di guerra ibrida, crescono le preoccupazioni per la capacità russa di influenzare e avvelenare il dibattito pubblico nelle società democratiche. Un pericolo che non va assolutamente sottovalutato e ha fatto bene il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a richiamarlo con l’adeguato senso di gravità, riporta Attuale.
Il libro di Giuliano Da Empoli, Il mago del Cremlino, offre una chiara visione della raffinata disinformazione di uno stato autoritario. Questo tema è ulteriormente esplorato in un film con Jude Law nel ruolo del presidente russo, attualmente programmato su Sky. Mentre la situazione tra Berlino e Mosca continua a deteriorarsi, si pone la questione se la guerra ibrida non sia usata come un alibi dai partiti di governo occidentali.
Un voto sfavorevole o una crisi in Europa sarà sempre interpretato in chiave «ibrida», con la disinformazione russa vista come la causa di ogni male. Tuttavia, è lecito chiedersi se questo possa diventare l’unico spiegazione. In Spagna, il primo ministro Pedro Sanchez attribuisce le colpe a un complotto di Mosca e Gerusalemme per giustificare il disastro di Ceuta, suggerendo che simili letture possano comparire anche in risposta alle prossime elezioni in Sassonia-Anhalt, dove si prevede un forte successo della filorussa AfD.
È fondamentale non dare l’impressione che ci sia timore per il voto dei cittadini, considerandoli manipolabili dalla propaganda russa. Se così fosse, i regimi autoritari avrebbero già vinto la loro battaglia contro le democrazie occidentali senza necessità di conflitti ibridi.