Vittorio Sgarbi assolto dalla Corte dei Conti: respinta la richiesta di risarcimento per 121 conferenze

12.09.2026 09:45
Vittorio Sgarbi assolto dalla Corte dei Conti: respinta la richiesta di risarcimento per 121 conferenze

La Corte dei Conti ha assolto Vittorio Sgarbi dalle accuse della Procura contabile, che chiedeva un risarcimento di oltre 200mila euro al ministero della Cultura per 121 prestazioni professionali svolte durante il suo mandato come sottosegretario. Questa vicenda controversa lo ha portato a dimettersi nel febbraio 2024, ma ora, con la sentenza, si chiarisce che non vi è stato alcun danno erariale, riporta Attuale.

Cosa dicono i giudici sulle conferenze contestate a Sgarbi

I giudici contabili hanno evidenziato che Sgarbi, nelle sue conferenze, trattava principalmente di storia antica, argomento che superava le competenze a lui richieste dal ministero. Secondo la sentenza, il suo operato rientrava nell’ambito dei diritti fondamentali, tutelati dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Pertanto, la Corte ha escluso qualsiasi responsabilità erariale e ha ordinato al ministero di versare a Sgarbi 3.500 euro per le spese legali sostenute.

Perché l’accusa della Procura contabile non ha retto in aula

L’inchiesta era stata avviata a seguito del presunto conflitto tra il ruolo istituzionale di Sgarbi e le sue numerose attività retribuite, documentate da fatture e contratti con enti pubblici e privati. La Procura sosteneva che tali impegni compromettere l’imparzialità della sua carica. Tuttavia, la sentenza ha dimostrato che non è mai stato provato un comportamento illecito o che Sgarbi fosse consapevole di ostacolare i suoi doveri istituzionali. Inoltre, i giudici hanno sottolineato che durante quel periodo l’ex sottosegretario aveva svolto un gran numero di attività pubbliche collegate al suo ruolo, un aspetto mai contestato dall’accusa.

Le conseguenze politiche per Sgarbi dopo le dimissioni del 2024

Le polemiche riguardanti le attività extra-istituzionali e i compensi incassati durante il suo mandato avevano spinto Sgarbi a dimettersi nel febbraio 2024. Questa sentenza, tuttavia, ha ribaltato un contesto che sembrava compromettere la sua carriera e aggravare le sue condizioni di salute. “Sono felice che la verità si sia affermata – ha dichiarato Sgarbi – Da qualche parte c’è un giudice che vede le cose come sono”.

1 Comment

  1. Incredibile come la giustizia a volte faccia giustizia! È pazzesco pensare a quanto si è parlato di Sgarbi e delle sue attività extra-istituzionali… e alla fine si rivela che tutto era in regola. Dovrebbero chiedere scusa, non credi? Ma in Italia non si fa mai, eh?

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