La riunione dei BRICS a New Delhi evidenzia le distanze tra i partecipanti

13.09.2026 18:25
La riunione dei BRICS a New Delhi evidenzia le distanze tra i partecipanti

Riunione dei BRICS a New Delhi: leader globali in cerca di un’alternativa all’Occidente

Nel fine settimana, si è tenuta a New Delhi la riunione dei BRICS, un gruppo che include Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. L’incontro ha visto la partecipazione di alcuni dei leader mondiali più significativi, rappresentanti di quasi la metà della popolazione globale e circa il 40 per cento del PIL del mondo. Il documento finale, tuttavia, si presenta vago, riflettendo le sostanziali differenze tra i paesi partecipanti. Nonostante ciò, i leader si sono incontrati e posati insieme per le foto, sottolineando la loro intenzione di rappresentare un’alternativa economica e politica all’Occidente dominato dagli Stati Uniti, riporta Attuale.

Una foto emblematicamente ritrae il primo ministro indiano Narendra Modi mentre tiene per mano il presidente russo Vladimir Putin da un lato e il presidente cinese Xi Jinping dall’altro. Alla riunione hanno partecipato anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il principe ereditario di Abu Dhabi, Khaled bin Mohamed Al Nahyan, che hanno avuto un incontro bilaterale per la prima volta dopo la recente guerra in Medio Oriente.

I BRICS, nati come gruppo economico nel 2009, hanno ampliato il loro numero di membri, includendo Egitto, Etiopia, Emirati Arabi Uniti, Iran e Indonesia. Modi ha commentato che i leader presenti dovrebbero diventare «artefici delle regole, anziché esecutori delle regole», pur sottolineando che il gruppo non è in «opposizione» a nessuno. Questo è particolarmente significativo per l’India, che mira a mantenere relazioni positive con gli Stati Uniti e l’Occidente. Le relazioni tra India e Cina, invece, restano tese, specialmente dopo gli scontri armati avvenuti nel 2020 a causa di dispute di confine. Per Xi Jinping, questa era la prima visita in India dopo 17 anni.

L’incontro è stato un’occasione per i regimi russo e iraniano di dimostrare di non essere isolati a livello internazionale. Il documento finale dell’incontro riflette una volontà di unirsi, ma evidenza anche le differenze su temi chiave di politica internazionale. Sul Medio Oriente, si fa riferimento a una «massima moderazione» e si condannano gli attacchi alle strutture civili, senza però esprimere posizioni dirette. La guerra in Ucraina non viene menzionata, e viene espressa preoccupazione per «l’aumento indiscriminato dei dazi», evitando di citare specificamente gli Stati Uniti o l’amministrazione in carica.

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