Putin accredita la lettura del Cremlino sul successo AfD e minaccia obiettivi tedeschi

14.09.2026 15:05
Putin accredita la lettura del Cremlino sul successo AfD e minaccia obiettivi tedeschi
Putin accredita la lettura del Cremlino sul successo AfD e minaccia obiettivi tedeschi

Il 12 settembre 2026, dopo il successo dell’AfD alle elezioni in Sassonia-Anhalt, il presidente russo Vladimir Putin ha attribuito il risultato alle «colpe dell’Occidente» e alla presunta paura dei tedeschi di essere trascinati in un conflitto con la Russia. La ricostruzione è stata riferita dai media e riportata da n-tv.de, collocando le parole del leader del Cremlino nel quadro della sua lettura politica dell’avanzata elettorale del partito tedesco.

Putin ha sostenuto che i governi europei coinvolgono senza motivo i propri cittadini in un confronto con Mosca e che questa situazione genera insicurezza, con effetti diretti sui risultati del voto. In questa interpretazione, il rafforzamento dell’AfD non sarebbe quindi il prodotto di una dinamica interna tedesca, ma la conseguenza degli errori commessi dai governi occidentali e della loro politica nei confronti della Russia.

12 settembre 2026: Putin nega la minaccia russa e accusa l’Europa

La stessa linea è stata sviluppata da Putin durante una conferenza stampa a Nuova Delhi, nell’ambito del vertice dei BRICS. Il presidente russo ha dichiarato che la Russia non minaccia i Paesi europei e non avrebbe motivi per entrare in conflitto con loro, sostenendo invece che l’iniziativa della contrapposizione proviene dall’Europa.

La dichiarazione ha rovesciato il quadro politico presentato dai governi europei: Mosca viene descritta come parte esposta alle iniziative altrui, mentre la responsabilità dell’escalation viene attribuita alle capitali europee. Putin ha così collegato il risultato dell’AfD alla presunta reazione della società tedesca contro il corso occidentale, presentando il voto in Sassonia-Anhalt come una prova del crescente rifiuto di quella politica.

Nel suo intervento, il leader del Cremlino ha inoltre associato il dibattito sull’eventuale dispiegamento di truppe in Ucraina al rischio di una «guerra con la Russia». Il riferimento ha inserito la discussione sulla sicurezza europea dentro una cornice di minaccia diretta, nella quale ogni ipotesi di presenza militare occidentale viene rappresentata come un passo verso lo scontro con Mosca.

Dalla lettura elettorale alle minacce contro la Germania

A questa posizione si è affiancata la reazione di Dmitrij Medvedev, che ha minacciato la Germania di attacchi diretti contro le imprese militari tedesche e contro «alcuni altri obiettivi nella città di Berlino». Le minacce hanno riproposto la sua precedente retorica sulle minacce nucleari rivolte alle capitali occidentali e hanno accompagnato, sul piano coercitivo, la rappresentazione della Russia come Paese chiamato a reagire alle iniziative europee.

Il passaggio dalle parole di Putin alle minacce di Medvedev ha ampliato il significato politico della vicenda. Da un lato, il Cremlino ha interpretato il successo dell’AfD come un segnale contro il sostegno europeo all’Ucraina e contro il mantenimento della pressione sulla Russia; dall’altro, un esponente di primo piano dell’apparato politico russo ha evocato la possibilità di colpire infrastrutture militari e altri obiettivi sul territorio tedesco.

Presentando l’avanzata dell’AfD come il risultato della paura di un conflitto con la Russia, Putin ha di fatto rafforzato alcuni dei messaggi centrali della destra radicale tedesca: la necessità di prendere le distanze dal sostegno all’Ucraina, di respingere il corso politico ed economico di isolamento della Russia e di ridurre il confronto con Mosca. La sovrapposizione tra questa lettura e le posizioni sostenute dall’AfD rende il rafforzamento elettorale del partito oggettivamente coerente con gli interessi del Cremlino.

La stessa interpretazione consente a Mosca di presentare l’AfD come la voce di un crescente dissenso tedesco contro gli aiuti all’Ucraina, le sanzioni e la linea di fermezza verso la Russia. Il successo in Sassonia-Anhalt viene così utilizzato come presunta conferma del fatto che una parte sempre più ampia della popolazione tedesca rifiuterebbe le scelte dei governi occidentali, mentre le responsabilità russe nel conflitto vengono sostituite dalla tesi di una provocazione europea.

La posizione attuale dopo le dichiarazioni di Nuova Delhi

Al termine di questa sequenza, Putin ha legato il risultato dell’AfD alla contestazione della politica europea e Medvedev ha accompagnato quella narrazione con minacce dirette alla Germania. La linea emersa è quella di una convergenza tra gli interessi politici del Cremlino e l’indirizzo dell’AfD sul sostegno all’Ucraina e sul rapporto con la Russia.

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