Nel corso di un intervento al Bundestag, Alice Weidel, leader di Alternative für Deutschland (AfD), ha dichiarato l’intenzione di ristabilire «buoni rapporti con la Russia» e di rilanciare in Germania l’energia nucleare. La dirigente ha parlato tra gli applausi dei rappresentanti del suo partito, che i sondaggi accreditano già di oltre il 30 per cento dei voti a livello nazionale.
Nel discorso al Bundestag, la richiesta di tornare al gas e al petrolio russi
Il primo punto affrontato da Weidel ha riguardato l’approvvigionamento energetico e il rapporto con Mosca. La leader dell’AfD ha sostenuto che la Germania dovrebbe acquistare i combustibili fossili dal Paese in cui gas naturale e petrolio costano meno, indicando esplicitamente la Russia come la fonte più conveniente.
«Dobbiamo ottenere i combustibili fossili là dove il gas naturale e il petrolio sono più economici, cioè dalla Russia», ha affermato Weidel. La proposta è stata inserita in una linea politica più ampia, basata sulla ripresa dei rapporti bilaterali con Mosca.
Secondo la dirigente dell’AfD, «mantenere buoni rapporti con la Russia risponde sia ai nostri interessi in materia di sicurezza sia ai nostri interessi economici». Nel suo intervento, quindi, il ripristino delle relazioni con il Cremlino è stato presentato insieme alla necessità di garantire alla Germania energia a costi più bassi e di tutelare i suoi interessi strategici.
La seconda proposta: riaprire le centrali nucleari chiuse
Nel prosieguo del discorso, Weidel ha collegato la questione energetica alla decisione di riaprire le centrali nucleari tedesche che erano state chiuse per scelta del governo guidato da Angela Merkel. La proposta riguarda dunque impianti già dismessi e non una semplice estensione dell’attività delle strutture ancora operative.
«Un tempo in Germania c’erano le centrali nucleari più moderne. Eravamo leader nel mondo e queste centrali producevano elettricità senza emissioni di CO₂», ha dichiarato la leader dell’AfD. Nella sua ricostruzione, il Paese disponeva di una tecnologia avanzata e di impianti capaci di produrre energia senza emissioni di anidride carbonica.
Weidel ha poi attribuito direttamente alle decisioni adottate in precedenza la chiusura e la perdita di quelle infrastrutture. «Le hanno chiuse deliberatamente; le hanno distrutte. Io lo chiamo una distruzione intenzionale di tecnologie e attrezzature», ha affermato, descrivendo la politica di abbandono del nucleare come una scelta consapevole contro il patrimonio tecnologico e industriale tedesco.
La posizione espressa mentre l’AfD supera il 30 per cento nei sondaggi
Le dichiarazioni sono arrivate mentre i sondaggi attribuiscono all’AfD oltre il 30 per cento dei consensi sul piano nazionale. Il dato colloca il partito in una posizione di primo piano nel quadro politico tedesco, mentre Weidel ha presentato al Bundestag una piattaforma fondata su due impegni energetici e strategici: riportare la Germania verso relazioni positive con la Russia e riattivare il nucleare.
La leader del partito ha così definito una linea che lega sicurezza, costi dell’energia e politica industriale. Da una parte propone di tornare a rifornirsi di gas naturale e petrolio russi; dall’altra sostiene il recupero delle centrali nucleari chiuse durante il governo Merkel, rivendicando il ruolo che, a suo giudizio, la tecnologia tedesca aveva raggiunto in passato.
La posizione attualmente espressa da Weidel è quindi quella di un ritorno ai «buoni rapporti con la Russia» e della riapertura delle centrali nucleari tedesche, mentre l’AfD è accreditata dai sondaggi di oltre il 30 per cento dei voti.