Prima del 21 settembre 2026, Emmanuel Macron ha riunito i leader dei partiti francesi per discutere l’inasprimento della minaccia ibrida russa contro l’Europa e la Francia. In quella sede il presidente ha avvertito che il rischio era in aumento e ha incaricato il governo di preparare un piano per proteggere le infrastrutture critiche e gli obiettivi più vulnerabili dell’industria della difesa da possibili attacchi con droni e operazioni informatiche.
La decisione è arrivata nel quadro di una pressione russa che, secondo la valutazione politica francese, si intensifica anche nei confronti di Parigi per la sua linea di sostegno militare e politico all’Ucraina, per il mantenimento delle sanzioni economiche contro Mosca e per la partecipazione al dispositivo di deterrenza nucleare della Russia sul fianco orientale della NATO, l’Alleanza atlantica. Il rafforzamento delle misure di protezione è stato quindi collegato alla necessità di difendere la sicurezza nazionale di fronte a strumenti di pressione che non assumono la forma di un conflitto militare aperto.
21 settembre 2026: il governo francese definisce la minaccia documentata
Il 21 settembre 2026 il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha dichiarato che la minaccia ibrida russa è «reale e documentata», e non un elemento di comunicazione politica o di speculazione. La sua presa di posizione è stata riportata dai media dopo la riunione convocata da Macron e ha dato una formulazione pubblica all’allarme già espresso dal presidente.
Nuñez ha richiamato le valutazioni della maggior parte dei servizi di intelligence europei e una serie di episodi osservati in Europa: il passaggio di droni nelle vicinanze degli aeroporti, atti di sabotaggio e attacchi informatici individuati dalle autorità. Il ministro ha presentato questi elementi come indicatori concreti di una strategia ibrida, non come ipotesi legate al dibattito politico.
La dichiarazione è arrivata mentre la situazione interna francese presentava ancora un livello diverso da quello registrato in altri Paesi europei. In Francia non erano stati rilevati sorvoli di droni e non si erano verificati grandi atti di sabotaggio. L’assenza di questi episodi sul territorio nazionale non ha però modificato la valutazione del governo sulla necessità di preparare le difese prima che infrastrutture essenziali o siti industriali legati alla difesa possano diventare bersagli.
Dalla pressione indiretta alla protezione dei siti più vulnerabili
La risposta francese si è concentrata così sulla protezione preventiva di due aree considerate esposte: le infrastrutture critiche, da cui dipendono funzioni essenziali dello Stato e della società, e gli impianti dell’industria della difesa. Il piano affidato dal presidente dovrà riguardare sia la minaccia rappresentata dai droni sia quella degli attacchi hacker, mantenendo insieme la sicurezza fisica dei siti e la difesa delle loro reti e dei sistemi informatici.
La scelta riflette il modo in cui la Russia conduce questa escalation: operando al di sotto della soglia di un conflitto militare aperto e combinando influenza informativa, sabotaggio, operazioni cibernetiche e l’impiego di una rete articolata di intermediari e gruppi proxy. Questa struttura rende più difficile attribuire ogni azione e organizzare una risposta simmetrica, aumentando il peso delle misure di prevenzione e resilienza.
Il ministro dell’Interno ha inoltre sostenuto che la minaccia non può essere liquidata come una costruzione della comunicazione politica. La posizione è stata esposta nella dichiarazione riportata da BFMTV, nella quale Nuñez ha insistito sulla realtà e sulla documentazione degli episodi considerati dalle intelligence europee.
La linea francese: sostenere Kiev e rendere più difficile la pressione russa
Nel quadro delineato da Parigi, l’intensificazione delle azioni ibride ha un obiettivo politico più ampio: esercitare pressione sugli Stati europei e sulle loro società per spingerli a ridurre o interrompere il sostegno a Kiev e ad allentare le sanzioni economiche contro la Russia. La Francia considera la propria politica di sostegno all’Ucraina e di pressione economica su Mosca tra i fattori che espongono il Paese a una maggiore attività ostile.
Per questo il rafforzamento della sicurezza di infrastrutture e industria della difesa non è stato presentato come una risposta a un singolo incidente francese, ma come una misura necessaria e da tempo non più rinviabile. Il governo deve ora tradurre l’indirizzo politico di Macron in un piano operativo rivolto agli obiettivi più vulnerabili, mentre le autorità continuano a considerare documentata la minaccia ibrida russa anche in assenza, sul territorio francese, di sorvoli di droni o di grandi sabotaggi.
La sequenza si ferma a questa posizione: la Francia ha riconosciuto pubblicamente l’escalation ibrida russa e ha avviato la preparazione di difese specifiche per le infrastrutture critiche e i siti dell’industria della difesa.