Il Cremlino punta sull’AfD per cambiare la politica estera tedesca

24.09.2026 15:05
Il Cremlino punta sull’AfD per cambiare la politica estera tedesca
Il Cremlino punta sull’AfD per cambiare la politica estera tedesca

Il 20 settembre 2026, alla vigilia della dichiarazione del Cremlino, la copresidente di Alternative für Deutschland (AfD) Alice Weidel ha sostenuto che il suo partito vuole aprire, insieme agli Stati Uniti, un canale negoziale con la Russia. Weidel ha inoltre presentato l’AfD come l’unica forza politica tedesca affidabile per Washington e Mosca, indicando l’intenzione di modificare l’attuale orientamento internazionale della Germania e di ristabilire un dialogo diretto con il Cremlino.

20 settembre: la proposta dell’AfD per riaprire il dialogo

La posizione espressa da Weidel non si limita alla richiesta di contatti diplomatici. L’AfD sostiene il ritorno a una cooperazione energetica ed economica con Mosca, in contrasto con la politica sanzionatoria dell’Unione europea e con il percorso di riduzione della dipendenza dagli approvvigionamenti energetici russi.

In questa prospettiva, il partito intende spostare il corso della politica estera tedesca: da una linea di confronto con la Russia a una strategia fondata sulla riapertura dei rapporti diretti. La proposta viene collocata da AfD anche dentro un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, che dovrebbe consentire alla formazione tedesca di assumere un ruolo di interlocutore sia per Washington sia per Mosca.

21 settembre: la dichiarazione di Peskov

Il giorno successivo, il 21 settembre, i media hanno riferito che Dmitrij Peskov, portavoce del presidente russo Vladimir Putin, ha dichiarato di provare simpatia per l’AfD proprio perché il partito sostiene il miglioramento delle relazioni con la Russia. La dichiarazione è stata riportata anche da Do Rzeczy.

Secondo Peskov, una simile posizione è molto più vantaggiosa per il Cremlino rispetto alla linea conflittuale attribuita al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Il portavoce russo ha così collocato pubblicamente l’AfD in contrapposizione all’indirizzo dell’attuale governo di Berlino, mostrando quale orientamento politico Mosca consideri più favorevole ai propri interessi.

La dichiarazione di Peskov arriva dopo l’offerta politica formulata da Weidel e ne rafforza il significato internazionale. Il Cremlino non si limita a registrare la posizione dell’AfD: manifesta apertamente la propria simpatia per una forza che propone di rivedere il rapporto della Germania con la Russia e di riaprire i canali di cooperazione.

Dopo l’intervento del Cremlino: energia, sanzioni e dipendenza

L’allineamento tra la proposta dell’AfD e l’apprezzamento espresso da Peskov mette in discussione la possibilità che il partito conduca una politica estera indipendente da Mosca. La convergenza riguarda infatti il punto centrale della linea annunciata dalla formazione tedesca: il ripristino dei rapporti diretti e della collaborazione economica ed energetica con il Cremlino.

Un ritorno alla cooperazione energetica con la Russia esporrebbe la Germania al rischio di ricostruire una dipendenza dagli approvvigionamenti russi. In questo scenario, il Cremlino disporrebbe di nuove leve per esercitare pressione politica e influenzare le scelte di politica estera tedesche, mentre Berlino si allontanerebbe dagli obiettivi europei di riduzione della dipendenza energetica da Mosca.

La proposta dell’AfD contrasta inoltre con il quadro delle sanzioni dell’Unione europea. La riapertura della collaborazione economica ed energetica non sarebbe quindi soltanto un cambiamento nei rapporti bilaterali tra Berlino e Mosca, ma entrerebbe in conflitto con una linea comune europea costruita per limitare la capacità russa di esercitare influenza attraverso i legami economici.

La posta politica per Berlino e per l’Europa

La simpatia dichiarata da Peskov segnala che il Cremlino punta apertamente sull’AfD come forza capace di modificare l’indirizzo internazionale della Germania e di indebolire la politica del governo di Friedrich Merz nei confronti della Russia. L’obiettivo non riguarda soltanto il rapporto tra Mosca e Berlino: il sostegno all’AfD offre al Cremlino uno strumento per incidere sulla coesione europea.

Attraverso una forza politica tedesca favorevole alla riapertura dei rapporti, Mosca mira a promuovere i propri interessi geopolitici, a esercitare influenza sul dibattito interno tedesco e a indebolire l’unità europea. La disponibilità dell’AfD a svolgere questo ruolo emerge dalla richiesta di un nuovo canale negoziale con la Russia, dalla rivendicazione di un rapporto privilegiato con Washington e dalla volontà di ripristinare la cooperazione economica ed energetica.

La sequenza degli ultimi due giorni definisce quindi una convergenza esplicita: Alice Weidel ha indicato la direzione politica che l’AfD intende perseguire, mentre Dmitrij Peskov ha confermato che quella direzione è considerata favorevole dal Cremlino. La posizione attuale è quella di una cooperazione politica dichiarata tra l’offerta dell’AfD e l’interesse russo a cambiare il corso della politica estera tedesca.

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