Oltre 31mila adulti in attesa di corsi di italiano: mancano aule e docenti, denuncia dei Cpia

26.09.2026 08:05
Oltre 31mila adulti in attesa di corsi di italiano: mancano aule e docenti, denuncia dei Cpia

Il decreto del governo Meloni complica l’alfabetizzazione: più di 31mila adulti in attesa

Il decreto del governo Meloni impone l’obbligo di alfabetizzazione per i genitori stranieri, con sanzioni che arrivano fino a 1.000 euro per chi non partecipa a corsi gratuiti, ma la rete dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia) denuncia una grave carenza di insegnanti e spazi disponibili, riporta Attuale.

Attualmente, sono oltre 31mila gli adulti in lista d’attesa nei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia), che si occupano della formazione di genitori stranieri privi di competenze linguistiche, rendendo difficile l’istruzione dei loro figli. Il dato, proveniente dall’anno scolastico 2025-2026, interessa 119 dei 130 Cpia censiti in Italia, evidenziando le complicazioni che potrebbero scaturire dall’introduzione della nuova norma di alfabetizzazione, per cui i genitori stranieri dovranno frequentare i corsi sotto pena di sanzioni economiche.

Risorse inadeguate: «La norma è inapplicabile»

Emilio Porcaro, presidente della rete nazionale dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Ridap), sottolinea la difficoltà di gestione che il nuovo obbligo comporta. «Abbiamo già un numero di domande che eccede la nostra capacità di accoglienza», dichiara Porcaro. L’introduzione di nuove regole senza un adeguato incremento del personale e degli spazi rischia di aggravare ulteriormente la situazione. «Accanto all’obbligo servirebbero misure per aumentare gli insegnanti. A costo zero – prosegue – la norma non può funzionare».

Funzione e iscritti dei Cpia

I Cpia, istituiti nel 2012 come evoluzione dei Centri territoriali permanenti, sono focalizzati sull’istruzione degli adulti, soprattutto nel conseguimento della licenza media e del diploma. Negli ultimi anni, l’insegnamento dell’italiano ha assunto un’importanza crescente. I 130 Centri presenti in Italia hanno un totale di 936 sedi associate e offrono servizi anche per minori non accompagnati e detenuti.

Secondo il monitoraggio dell’Istruzione degli adulti di Indire, sono 524mila gli iscritti complessivi ai Cpia e agli istituti superiori. Tra questi, 178.637 sono iscritti ai corsi di alfabetizzazione linguistica e 64.312 ai corsi di primo livello, per un totale di 242.949. Tuttavia, la domanda continua a incrementarsi mentre la rete affronta la mancanza di infrastrutture e personale docente. «Le nostre aule sono sistemate in altre scuole. Non possiamo organizzare i corsi quando vogliamo», aggiunge Porcaro.

Critica alla lista d’attesa

La questione delle liste d’attesa si presenta in modo uniforme su scala nazionale. Nei 58 Cpia del Nord, si contano 144.017 iscritti, con 18.210 persone escluse. Nel Centro, con 45.525 iscritti, gli esclusi sono 6.989. Al Sud, 3.387 persone non riescono a registrarsi su 45.101 richieste, e 2.445 su 26.746 nelle Isole. Le regioni di Emilia-Romagna, Liguria e Toscana mostrano le percentuali più elevate di domanda insoddisfatta. «Ben 93 Cpia su 119, il 78,2% dei rispondenti, hanno ricevuto più domande di iscrizione rispetto ai posti disponibili», spiega Porcaro.

In media, ogni Cpia conta 60 docenti distribuiti in più sedi e deve gestire oltre 2.200 domande di iscrizione. In particolare, il numero di insegnanti specializzati nella classe A023, dedicata alla «Lingua italiana per discenti di lingua straniera», è solo 354. «Ne servirebbe almeno il doppio», afferma Porcaro. La mancanza di personale implica spesso che le classi di alfabetizzazione vengano assegnate anche a docenti di altre materie, rendendo difficile supportare il crescente bisogno di corsi di lingua.

Regolamentazione del numero di alunni stranieri

Il decreto introduce anche un tetto del 30% nelle classi per quanto riguarda la presenza di studenti stranieri. Secondo il ministro Valditara, in Italia ci sono attualmente 34mila classi in cui la percentuale di stranieri raggiunge il 30%. Tuttavia, saranno esclusi dal conteggio studenti che parlano bene l’italiano, quelli nati in Italia e quelli che hanno già frequentato percorsi di studio nel Paese.

Uno studio condotto dal Laboratorio di politica sociale del Politecnico di Milano, facendo riferimento ai dati del 2023, ha stimato in 26mila gli studenti stranieri non nati in Italia potenzialmente interessati al provvedimento, poiché non hanno mai frequentato scuole italiane. Le classi da riequilibrare sarebbero 155, con 290 alunni in eccesso sul totale: 120 alle elementari, 50 alle medie e 120 alle superiori. Tali dati, secondo lo studio, sono proiezioni e presentano un margine di incertezza.

Il problema interno dei Cpia si sovrappone a queste nuove regolamentazioni. Se il governo propone nuove misure per facilitare l’integrazione linguistica e gestire la presenza di studenti stranieri, le scuole per adulti, già in difficoltà, devono affrontare un surplus di richieste che non possono soddisfare.

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