Perquisizioni nello studio di Di Vita dopo la morte delle donne avvelenate da ricina a Pietracatella

29.09.2026 09:45
Perquisizioni nello studio di Di Vita dopo la morte delle donne avvelenate da ricina a Pietracatella

Campobasso, 29 settembre 2026 – La polizia giudiziaria ha perquisito stamani l’ufficio di Gianni Di Vita, il padre e marito di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte a Pietracatella avvelenate con la ricina lo scorso dicembre. Secondo quanto riportato dal TG1, poco dopo le 8 di stamani, gli agenti della mobile di Campobasso, accompagnati da uomini del Servizio centrale operativo della polizia di Stato, hanno fatto ingresso nello studio di commercialista di Di Vita, situato di fronte all’abitazione della famiglia. Attualmente, l’uomo, ex sindaco del Paese, non risulta indagato, anzi, insieme alla seconda figlia, Alice Di Vita, è parte offesa nel fascicolo per duplice omicidio aperto dalla Procura di Larino contro ignoti, riporta Attuale.

Le operazioni di questa mattina sono durate pochi minuti. Non è chiaro se gli agenti cercassero qualcosa di specifico né se siano usciti con del materiale.

L’estrazione dei dati informatici

Ieri sono stati acquisiti i dati informatici dal computer Lenovo e da 10 chiavette in uso alla famiglia Di Vita. L’attività di estrazione e catalogazione è durata 4 ore. Oltre agli investigatori dello Sco, negli uffici della Questura di Campobasso era presente il perito Giovanni Alfonso, consulente di Gianni e Alice Di Vita. Ora la Procura ha 60 giorni per analizzare il materiale.

Gli esami del laboratorio tedesco

Intanto si attendono ancora i risultati degli esami del Robert Koch Institute di Berlino, da cui al momento sono filtrate solo indiscrezioni. Gli esperti tedeschi sono chiamati a stabilire se ci sia presenza di ricina nei campioni biologici prelevati durante le autopsie e se nel sangue di Gianni e Alice Di Vita siano rilevabili anticorpi al veleno. Si cercano tracce di ricina anche nei 131 reperti raccolti durante il sopralluogo nella casa di Pietracatella lo scorso 30 luglio, oltre che nei 73 alimenti (solidi e liquidi) sequestrati. Particolare attenzione è stata posta al contenuto di due borracce (acqua con residui solidi) e di una boccetta trovata nella dispensa dell’abitazione della madre di Gianni Di Vita, contenente una sostanza granulare scura.

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