Schlein avverte gli alleati: «Il programma non è questioni di uno a uno», primarie se non ci sarà accordo

02.10.2026 15:25
Schlein avverte gli alleati: «Il programma non è questioni di uno a uno», primarie se non ci sarà accordo

Durante la Direzione del Partito Democratico, la segretaria Elly Schlein ha rivendicato il peso del partito nella coalizione e ha aperto la porta a primarie nel caso di mancato accordo: «Le faremo e le vinceremo», riporta Attuale.

Schlein ha stabilito alcune condizioni in vista del tavolo del programma del centrosinistra. Sottolinea che la stesura del programma deve avvenire con tutta l’alleanza, affermando: «Non è che uno vale uno in quella discussione». Affronta anche il tema della leadership, suggerendo che, in qualsiasi altro Paese europeo, la guida spetterebbe al partito che ottiene più voti, definendo questo principio non come egemonia, bensì democrazia. Se gli alleati non arriveranno a un accordo, Schlein ha confermato la disponibilità alle primarie: «Siamo disponibili e pronti anche alle primarie e, se le faremo, le vinceremo insieme».

Schlein ha colto l’occasione per rivendicare il lavoro svolto negli ultimi anni, proponendo delle priorità per il Pd da portare al confronto con gli alleati. Giuseppe Conte ha recentemente rimarcato che i Cinque Stelle sono pronti e attendono le azioni degli altri partiti; nel mentre, i riformisti del Pd continuano a chiedere alla segretaria una proposta riconoscibile da presentare al tavolo del programma comune.

«Abbiamo aspettato gli altri finora»

Schlein ha spiegato di aver proposto una connessione con gli alleati lo scorso novembre, dopo le elezioni regionali, evidenziando l’importanza di un grande ascolto collettivo. Ha anche accennato a come altri partiti, come Nova, abbiano seguito un percorso diverso. «Noi il nostro l’abbiamo fatto a febbraio per essere pronti già il giorno dopo il referendum», ha precisato. «Abbiamo aspettato gli altri finora e noi ci siamo anche domani».

Tuttavia, ha avvertito che il Pd non intende considerarsi una forza alla pari con le altre, sottolineando: «Il programma si scrive con tutta l’alleanza, sapendo bene che in quella discussione bisogna essere inclusivi, ma non è che uno vale uno». Schlein ha rivendicato il primato del Pd come primo partito di opposizione, evidenziando che ha ottenuto «il doppio dei voti delle altre forze» alle europee, regionali e comunali.

Schlein ha anche lanciato una provocazione alla platea, chiedendo se, nel gennaio 2023, il Partito Democratico al 14% dei sondaggi, sarebbe stato al centro dello stesso dibattito attuale. «Io penso di no», ha dichiarato, aggiungendo che le previsioni sulla scissione del partito si sono rivelate errate e enfatizzando l’unità attuale del partito.

Leadership, prima l’accordo poi eventualmente le primarie

Schlein ha chiarito che la discussione riguardante il candidato premier deve avvenire solo dopo quella sui contenuti. «Prima il programma comune, poi la guida, perché chi guida deve guidare l’intera alleanza, non soltanto il suo partito», ha detto. Ha inoltre evidenziato che il candidato premier dovrebbe essere chi ottiene più voti, seguendo il modello del centrodestra. «Non è egemonia, è democrazia», ha ribadito.

La segretaria ha indicato che se non ci sarà accordo sulla leadership, si ricorrerà alle primarie: «Se c’è qualcuno che non riconosce questo principio democratico, noi siamo disponibili e pronti» a vincerle, rappresentando tutte le sensibilità politiche che caratterizzano alleanze diverse.

Il nodo Ucraina: «Troveremo una sintesi alta»

Sull’argomento della politica estera, rimangono le distanze tra gli alleati, in particolare riguardo all’Ucraina. Schlein ha affermato: «Ci sono su alcuni punti sensibilità diverse, anche su punti dirimenti. Se così non fosse saremmo semplicemente uno stesso partito». Ha inoltre affermato che il Pd continuerà a sostenere il popolo ucraino nel contesto di un’aggressione criminale da parte della Russia. Ha inoltre esortato l’Europa ad essere proattiva nel processo di pace: «L’Unione deve nominare adesso un negoziatore unico europeo», suggerendo che insieme agli alleati si potrà trovare un «punto di sintesi all’altezza», su cui si dice «fiduciosa».

Lo scontro con Meloni: «Le dico dieci cose vere»

Durante la sua intervista di oltre un’ora, non manca una critica a Giorgia Meloni. «Siccome recentemente mi ha chiesto di dirle una cosa vera, io gliene sto dicendo dieci, coi numeri alla mano», ha dichiarato Schlein, in riferimento agli attacchi della premier. Ha elencato le criticità relative a pressione fiscale, salari, costo della vita e natalità, attaccando: «Più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita. Questa è l’eredità che lasciano».

La replica di Meloni è giunta poco dopo su Facebook. «Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani», ha scritto la premier, aggiungendo: «Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità».

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