Revisione del processo Stasi, la difesa approfondisce i documenti e allunga i tempi per la richiesta

05.10.2026 16:05
Revisione del processo Stasi, la difesa approfondisce i documenti e allunga i tempi per la richiesta

Garlasco (Pavia), 5 ottobre 2026 – La difesa di Alberto Stasi sta esaminando ogni singolo documento relativo alla chiusura dell’inchiesta su Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione familiare a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007. in base a questa analisi, i tempi per la richiesta di revisione potrebbero allungarsi. Tuttavia, la richiesta arriverà il prima possibile, senza scadenze definite. I legali sostengono che dall’intensa opera di analisi stiano emergendo numerosi elementi a favore del 43enne, che dimostrerebbero l’innocenza di Alberto Stasi, su cui ci saranno anche interlocuzioni con la Procura di Pavia, riporta Attuale.

La nuova prova che “farà rumore”

In aggiunta, è stata annunciata una nuova prova della difesa, definita “destinata a far rumore”, la quale potrebbe consistere in una nuova testimonianza raccolta. Gli avvocati di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno analizzando documento per documento le carte presentate dalla Procura di Pavia, che accusa un commesso 38enne dell’omicidio aggravato, mentre Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi.

La richiesta di revisione “il prima possibile, compatibilmente al lavoro che c’è da fare”

Le tempistiche per depositare l’istanza di revisione presso la Corte d’Appello di Brescia si allungheranno, poiché secondo la difesa di Stasi stanno emergendo numerosi elementi a favore dell’imputato, oltre a presunte irregolarità nelle indagini del passato. Sebbene la difesa non abbia mai indicato tempistiche precise per la richiesta di annullamento della condanna, ha ribadito di volerla presentare il “prima possibile, compatibilmente con il lavoro necessario”. Attualmente, ci sono ulteriori verifiche da effettuare, come indicato dai nuovi atti.

Una nuova testimonianza?

Negli scorsi giorni, la difesa ha fatto riferimento a nuovi elementi e, in particolare, a uno che potrebbe suscitare “scalpore” e “rumore”. Non si tratta di una prova documentale o di un consulenza, ha specificato l’avvocato Bocellari. Potrebbe trattarsi, secondo le ultime indicazioni, di una nuova testimonianza. Tuttavia, la difesa non si sbilancia, poiché i dettagli verranno rivelati solo con il deposito della richiesta presso Brescia.

Cos’è la revisione del processo

La revisione è un mezzo di impugnazione straordinario previsto dal codice di procedura penale, che consente di rivalutare una sentenza di condanna definitiva in presenza di specifici elementi che dimostrino l’ingiustizia. Questa possibilità è prevista “in ogni tempo”, secondo la legge, anche dopo l’esecuzione della pena, come nel caso di Alberto Stasi, attualmente impegnato a espiare 16 anni di reclusione.

Un percorso complesso

Se si giungesse a una revisione del processo e, potenzialmente, all’annullamento della condanna, il meccanismo della revisione è molto complesso, come spiegato dall’avvocato Giuseppe Ledda, membro della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane (Ucpi). “Per procedere, devono essere presentati nuovi elementi, e con la discovery del fascicolo, gli avvocati di Stasi cercheranno di individuare fatti in grado di contrastare quanto stabilito dalle sentenze di condanna”. In caso di revisione a favore di Stasi, le opzioni per un possibile risarcimento possono variare.

L’eventuale risarcimento

“È possibile richiedere un risarcimento per ingiusta detenzione”, ha precisato Ledda, aggiungendo che il risarcimento viene calcolato per ogni giorno ingiustamente scontato, fino a un massimo di 235 euro al giorno, per un totale di oltre 515 mila euro. D’altro canto, se si decidesse di richiedere un risarcimento allo Stato per danni morali o esistenziali, le somme potrebbero superare di gran lunga le cifre già menzionate, arrivando anche a milioni di euro”, ha concluso l’avvocato Ledda.

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