Milano, 14 ottobre 2026 – C’è e se sì, com’è, la vita oltre la vita terrena? Questa domanda ha tormentato l’umanità per secoli, mentre si confronta con l’inevitabilità della morte. Pesante dal destino ineluttabile sin dalla nascita, l’essere umano cerca risposte diverse per confrontarsi con la propria finitezza. Allo stesso modo in cui la religione offre speranza di un aldilà, la crioconservazione sta emergendo come un’opzione futuristica. Sull’argomento, già si registrano persone che scelgono di sottoporsi a questo trattamento in vista del futuro, riporta Attuale.
Il reportage di Progetto Happiness
Il nuovo reportage di Progetto Happiness, il canale YouTube creato da Giuseppe Bertuccio D’Angelo, affronta questa questione esaminando il significato della felicità e della conservazione del corpo dopo la morte. Il video, disponibile da oggi, mercoledì 14 ottobre alle 19, documenta l’ingresso del team nella sede europea di Tomorrow.Bio, società che si occupa di crioconservazione, per analizzare cosa comporta affidare il proprio corpo alla medicina del futuro, subito dopo la morte biologica.
Tomorrow.bio, fondata nel 2020, ha creato un’operazione europea di crioconservazione, una struttura di stoccaggio in Svizzera e un sistema di assistenza a tre entità, espandendosi anche negli Stati Uniti. Nel reportage, Bertuccio D’Angelo incontra Emil Kendziorra, medico e fondatore di Tomorrow.Bio, che esplora il funzionamento della biostasi, i limiti della tecnologia attuale e l’importanza del tempo dopo la morte per preservare il corpo. Kendziorra discute anche delle sue intenzioni di sottoporsi a criopreservazione, sollevando interrogativi sulla linea sottile che separa la vita dalla morte e su cosa potrebbe cambiare in futuro grazie alla scienza.
Tra fantascienza e realtà
Il progetto intende preservare il corpo di persone decedute con la speranza che un giorno sia possibile riportarle in vita. Come avviene ciò oggi? Attraverso ambulanze speciali pronte ad intervenire dopo la morte legale, procedure di raffreddamento e crioprotezione in grandi contenitori di azoto liquido. Attualmente, nessun essere umano conservato è mai stato riportato in vita, e sebbene la conservazione sia un procedimento reale, la possibilità di risveglio resta da provare. Da questa distanza tra ciò che è possibile e ciò che si spera, scaturisce il reportage.
A tu per tu con chi ha deciso di farsi crioconservare
Il reportage esce dai laboratori per incontrare due italiani che hanno firmato contratti per il futuro incerto della crioconservazione. Iniziamo a Gaeta con Giuseppe Fedele, 54 anni, guida turistica e tra i primi italiani ad aderire a Tomorrow.Bio, che spera di sconfiggere la morte. Sogna un futuro dove l’umanità evolverà in modi straordinari, inclusi viaggi nello spazio. La sua scelta ha una dimensione quasi religiosa, una fede riposta in una possibilità che la scienza deve ancora validare.
Dall’altra parte, c’è Elisa, 31 anni, di Roma, che ha disposto non solo la sua criopreservazione ma anche quella di Eros, il suo gatto. Immagina di risvegliarsi insieme a lui in un futuro distante, e la sua storia evidenzia il desiderio di non separarsi dagli affetti cari. Elisa racconta che questa decisione le ha conferito serenità rispetto alla morte, permettendole di affrontare il futuro con la speranza che la loro storia non finisca definitivamente.