Milano, 14 ottobre 2026 – È il primo colonnello a lanciare ufficialmente la sfida al generale. Il senatore Massimo Garavaglia, per due volte a cavallo del millennio sindaco di Marcallo con Casone, comune del Magentino, si candida a segretario della Lega, partito di cui è militante storico e rappresentante apprezzato sul territorio e nelle istituzioni, riporta Attuale.
La dichiarazione
La mossa di Garavaglia segue le dimissioni dell’attuale segretario federale Matteo Salvini, intenzionato comunque a ricandidarsi alla guida del movimento, per portare avanti la sua linea “nazionale” al congresso di domenica 25 ottobre a Milano. Sembra essere sul fronte opposto, invece, il senatore nato a Cuggiono ma da sempre residente nel paesone di cui è stato sindaco.
Farebbe riferimento, infatti, a quello che è stato definito il fronte dei “nordisti”, che chiedono un riposizionamento del Caroccio su istanze più vicine all’afflato della Lega originaria.
“C’è un congresso. Sono della Lega e mi candido” anche per dire “che non siamo un partito di estrema destra. Noi siamo federalisti e siamo il partito dei territori”. Questo ha affermato il senatore della Lega all’Ansa.
“Ci disegnano come di estrema destra, ma non è così. La Lega è la Lega,” aggiunge Garavaglia, che sottolinea di aver parlato della sua candidatura anche con il governatore della Lombardia Attilio Fontana: “Certo, è un amico – risponde il presidente della commissione Finanze del Senato -. Ma ho tanti amici in tutta Italia”. Un modo per cercare di ampliare il consenso potenziale ad altri settori del partito, magari distanti da Salvini ma non legati all’ala nordista? Oppure una scelta per evitare di venire connotato come candidato di chicchessia? Chissà. Di certo quella di Garavaglia è candidatura che può infastidire Salvini, sia se emergeranno altri nomi, sia se rimarrà l’unico competitor.
Il profilo
Garavaglia è, infatti, politico esperto, stimato nel movimento e con addentellati ai piani alti delle istituzioni. Uomo dei numeri, è stato sottosegretario all’Economia nel governo gialloverde e attualmente è presidente della commissione Finanze. Profilo “moderato” e istituzionale, è sicuramente apprezzato anche fuori dalla Lega, oltre che nel movimento.
È sempre stato considerato vicino a Giancarlo Giorgetti, il più volte ministro, volto storico della Lega e “sfinge politica” capace di conservare una posizione sempre autonoma (e ascoltatissima) sia all’interno del movimento fondato da Umberto Bossi, sia in parlamento e – più in generale – nelle stanze dei bottoni.
Attenzione, però, vietato considerarlo un “giorgettiano” tout court, anche perché mai questa si è formalizzata come corrente in un movimento che ufficialmente rifugge le correnti e si presenta (o si è presentato fino a poco tempo fa) come un monolite. Di certo non è definibile neppure come “salviniano”, anche per l’antica militanza, iniziata quando a fine anni ‘80 venne folgorato da un comizio di Umberto Bossi. E poi perché è stato molto vicino a Roberto Maroni, sia all’epoca della “rivoluzione delle scope” nel Carroccio, un’era geologica fa, sia quando il compianto Bobo fu governatore lombardo (gli affidò l’assessorato al Turismo). Bossi, Maroni, Giorgetti, Fontana. Quarti di nobiltà leghisti. Spirito federalista e autonomista doc. Sì, Salvini farà bene a non sottovalutare Garavaglia.
Per la candidatura a segretario serve raccogliere 80 firme. Il senatore di Marcallo non dovrebbe avere problemi.