Meloni non firma il Dpcm per gli aumenti dei magistrati, la polemica infiamma le piazze
Roma, 19 ottobre 2026 – La premier Giorgia Meloni ha deciso di non firmare il Dpcm per sbloccare gli aumenti di stipendio dei magistrati, una mossa destinata a suscitare polemiche sia in politica che nelle piazze. La decisione non è stata presa in un vuoto di contesto, ma è collegata alle recenti violenze durante le manifestazioni contro il carovita. Le conseguenze di questa scelta potrebbero essere significative per il governo, riporta Attuale.
Il premier ha espresso la propria posizione chiarendo che il miliardo di euro destinato agli stipendi dei magistrati supera di dieci volte le risorse che l’esecutivo sta cercando di reperire per affrontare le emergenze nel settore dell’autotrasporto. Fonti di Palazzo Chigi sottolineano che non si tratta di un attacco alla magistratura, ma di una questione di «buonsenso» e priorità, evidenziando la necessità di destinare queste risorse all’emergenza legata ai carburanti, in particolare per le famiglie, gli agricoltori e il settore dell’autotrasporto.
In risposta, l’Associazione Nazionale Magistrati ha dichiarato che, se la premier non dovesse firmare, faranno «valere i nostri diritti, che sono gli stessi degli altri cittadini». Questo potrebbe portare a un ricorso legale, poiché i magistrati, per legge, non negoziano i propri aumenti, che sono soggetti a un meccanismo automatico di adeguamento triennale. La situazione è aggravata dalla mancata erogazione di fondi da parte dell’amministrazione negli anni precedenti.
Oggi Meloni ha convocato una riunione per discutere di ordine pubblico, coinvolgendo vari leader politici e rappresentanti delle forze dell’ordine, a seguito delle recenti tensioni nelle manifestazioni. La premier ha dichiarato in un post che è inaccettabile che «delinquenti» e «teppisti» utilizzino le manifestazioni per creare disordini, un punto ribadito anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, il quale ha esortato gli organizzatori a prendersi le proprie responsabilità.
Questa situazione ha alimentato la competizione interna nel centrodestra, con Fratelli d’Italia che prevede di presentare una legge per introdurre il reato di associazione a delinquere per chi devasta le città. Nel contempo, la Lega intende riproporre una norma che richiede una cauzione per gli organizzatori di manifestazioni, accusando i trasgressori di dover pagare per i danni causati. Luca Toccalini ha esortato a mettere fine all’impunità per chi commette atti di vandalismo.
Una mossa rischiosa quella di Meloni, davvero. E mentre i magistrati lottano per i loro diritti, le famiglie continuano a soffrire per il carovita. Non è facile trovare un equilibrio, ma un miliardo è tantissimo!!! Le priorità sembrano sempre le stesse…🤔