Roma, 19 ottobre 2025 – Blocchi autostradali, disagi alla circolazione, chilometri di code e supermercati vuoti. Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante fanno tremare il Sud Italia, da Catania fino a Napoli. L’effetto dei quattro giorni di fermo degli autotrasportatori si fa già sentire anche tra gli scaffali dei market di diverse città meridionali, dove pesce e merce fresca sono già un miraggio e altri prodotti, come latte e farina, sono in esaurimento. La categoria chiede al Governo un intervento sui rincari del gasolio e l’allagamento degli arretrati del ‘Sea Modal Shift’, il sistema di incentivi per le imprese che scelgono le autostrade del mare, riporta Attuale.
I blocchi autostradali
Nel primo pomeriggio si registravano otto chilometri di coda tra il bivio A1/A30 Caserta-Salerno e Santa Maria Capua Vetere. Alle 12 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato riaperto il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Napoli, precedentemente chiuso a causa di una manifestazione. Sulla A30 Caserta-Salerno, nel tratto compreso tra Maddaloni e il bivio con la A1 verso Caserta, si registra 1 km di coda. Risulta chiusa la stazione di Capua, in uscita per chi proviene da Roma. A comunicarlo è Autostrade per l’Italia. Sul posto sono presenti le pattuglie della polizia stradale e il personale del 6° Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia.
La protesta al porto di Napoli
La protesta degli autotrasportatori ha provocato rallentamenti e disagi anche al porto di Napoli, dove il blocco dei mezzi pesanti lungo le strade di accesso allo scalo sta ostacolando il traffico delle merci. I manifestanti hanno impedito il transito dei camion diretti agli imbarchi, lasciando invece passare regolarmente le autovetture. A metà giornata, all’interno dell’area portuale circolavano pochissimi camion, segno delle difficoltà che incontrano gli autotrasportatori nel raggiungere i moli. A confermare la situazione è Eliseo Cuccaro, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale. La manifestazione è pacifica e gli autotrasportatori hanno anche spiegato agli automobilisti le ragioni della mobilitazione. Se la protesta dovesse proseguire, le prime ripercussioni potrebbero riguardare sin da subito gli imbarchi dei mezzi commerciali diretti alle isole di Ischia, Capri e Procida, poi quelli destinati ai traghetti in partenza questa sera da Napoli per Palermo. Per aggirare il blocco, diversi autotrasportatori avrebbero tentato di raggiungere gli imbarchi attraverso la viabilità cittadina, utilizzando gli accessi allo scalo lungo via Marina. Altri, diretti a Ischia e Procida, hanno invece ripiegato sulle corse in partenza dal porto di Pozzuoli, dove al momento non si registrano difficoltà di accesso né blocchi alla circolazione dei tir.
I blocchi in Sicilia
Parallelamente prosegue la protesta degli autotrasportatori siciliani, giunta al quarto giorno. Nell’isola anche gli agricoltori chiedono di partecipare al confronto con il Governo nazionale per affrontare l’aumento dei costi di produzione, che sta mettendo in difficoltà le imprese del settore. A Palermo, decine di tir sono fermi dalle prime ore del mattino al parcheggio della rotatoria fra viale Regione Siciliana e via Oreto, in corrispondenza di uno snodo strategico per l’ingresso in città. Inoltre, dalla scorsa notte alcuni tir sono fermi sull’autostrada alla barriera autostradale di Tremestieri a Messina Sud, lasciando liberi due caselli in entrata e uscita. Anche al casello di San Gregorio, la barriera autostradale che dal capoluogo etneo consente l’accesso all’autostrada A18 Catania-Messina, i tir si fermano sulla carreggiata in entrata e in uscita. Dal Comitato trasportatori siciliani fanno sapere che i tir e i camion fermi in autostrada non sono di autotrasportatori che aderiscono al Cts (Comitato dei trasporti siciliani).
La crisi nei supermercati
Da Palermo a Catanzaro i banchi di frutta e verdura sono vuoti. In alcuni supermercati sono andate esaurite anche le scorte di carne. Pasta e acqua sono i prodotti più acquistati. Ed è partita la corsa a riempire il carrello per mettersi al riparo da una crisi preoccupante, come quella del 2020 con la pandemia da Covid-19. Numerose famiglie, per timore di uno stop prolungato, stanno prendendo d’assalto i punti vendita, spostandosi da uno all’altro alla ricerca dei prodotti di cui hanno bisogno e che stanno diventando merce rara. “Preoccupano sempre di più gli effetti dei blocchi dell’autotrasporto che stanno interessando diverse aree del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno, e che stanno già provocando difficoltà nei rifornimenti di negozi e supermercati, in particolare per i prodotti alimentari freschi e deperibili, ma anche per altre merci, come elettrodomestici e prodotti di elettronica di consumo. Una situazione – spiega in una nota il vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo – che se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori.”