Trattative tra governo e Colle sul decreto sicurezza: no ai poteri di polizia per i militari

21.10.2026 09:25
Trattative tra governo e Colle sul decreto sicurezza: no ai poteri di polizia per i militari

Il Quirinale esclude poteri giudiziari per i militari in risposta alle recenti violenze

Roma, 21 ottobre 2026 – L’altolà del Quirinale riguardo alla possibilità di concedere poteri giudiziari ai militari, inviati a fronteggiare le violenze delle ultime settimane nelle città italiane, è chiaro e deciso. Secondo il Colle, non è praticabile né in linea con gli standard delle democrazie occidentali immaginare una situazione in cui un militare possa arrestare un cittadino durante un corteo, riporta Attuale.

Nella giornata di ieri, si sono susseguiti contatti intensi fra il governo e gli uffici giuridici del Quirinale, dato il tempo limitato a disposizione. L’esecutivo Meloni intende far partire a tutti i costi l’ottavo decreto sicurezza per inviare un chiaro messaggio di fermezza prima del previsto raduno in piazza di sabato 24 ottobre, già anticipato da campagne sui social media. Tuttavia, la proposta iniziale di concedere ‘super poteri’ ai militari è stata infine esclusa.

La questione è particolarmente delicata e desta l’attenzione del Quirinale. Questa mattina, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha fatto visita al Colle per un incontro già programmato, che assume ora toni di confronto. Meloni chiede una “risposta forte” dello Stato, ma il Colle sottolinea che tale risposta non può includere poteri di polizia giudiziaria per i militari. Questa riflessione preventiva del Quirinale si inserisce nel contesto di un dialogo costante con il governo, riguardante temi come la moral suasion sulla legge elettorale e le limitazioni sugli alunni stranieri per classe, che hanno già portato a modifiche di testi potenzialmente lesivi dei principi costituzionali.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, preoccupato per le violenze che hanno martoriato le città italiane, ritiene che non si debba optare solo per una risposta repressiva, ma anche effettuare un’analisi “intelligente e approfondita” degli eventi perpetrati da “soggetti inediti”. Pertanto, i poteri dei militari rimarranno limitati a quelli previsti dall’operazione Strade sicure, in quanto solo in situazione di legge marziale, che sospende temporaneamente le garanzie costituzionali, i militari avrebbero la facoltà di arrestare i cittadini. Attualmente, non si è in tale contesto.

A causa di questo lavoro di revisione, il Consiglio dei ministri ha iniziato con un’ora di ritardo e, alle otto di sera, il testo definitivo del decreto, depurato della norma riguardante i poteri giudiziari per i militari, non era ancora giunto al Quirinale, dove è attesa la firma del Presidente della Repubblica.

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