Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato l’importanza di affrontare le sfide delle nuove generazioni, definendo questo tema una «priorità sociale». Durante la cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine «Al Merito del Lavoro», Mattarella ha affrontato anche i recenti eventi di Milano, che hanno spinto il governo a introdurre un nuovo decreto sicurezza, riporta Attuale.
Perché i giovani sono una priorità sociale
Il presidente ha descritto la situazione giovanile come una «grande questione sociale» e una «priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società». Secondo Mattarella, le prospettive dei giovani sono «cruciali» per l’evoluzione della società, dell’economia e dei modelli di vita. Ha inoltre identificato due ostacoli al dialogo intergenerazionale: lo squilibrio demografico e le accelerazioni tecnologiche che complicano l’alleanza tra le generazioni. Ha lanciato un appello per favorire un «opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni». Tra i diritti fondamentali, ha sottolineato che il diritto al lavoro e il diritto alla scuola debbano realizzarsi in sinergia per garantire la crescita della società.
Le migrazioni giovanili e il ritorno in Italia
Un altro tema affrontato riguarda i giovani che lasciano l’Italia alla ricerca di opportunità lavorative. Mattarella ha parlato del «grave peso» delle migrazioni giovanili e ha affermato che «molti giovani sarebbero disposti a tornare se avessero accesso a un percorso di lavoro e vita che permetta la loro realizzazione». Ha ringraziato Ugo Salerno, presidente della Federazione nazionale Cavalieri del lavoro, e ha ribadito la necessità di creare condizioni favorevoli per attrarre i ritorni. Sottolineando che le imprese «generano valore ma non possono fare tutto da sole», ha rimarcato l’importanza di un ambiente imprenditoriale fertile, dove il capitale umano possa esprimersi al meglio e sentirsi «libero dal bisogno».
Malessere, insicurezza e scelte di lungo periodo
Mattarella ha avvertito che, sebbene le «scelte congiunturali» siano «necessarie», non sono sufficienti. Ha esortato a un «ampio sguardo strategico» in grado di affrontare il malessere e l’insicurezza che i giovani avvertono, specialmente in un contesto così turbolento e incerto. Il discorso ha toccato anche temi internazionali, dalle guerre di aggressione agli aumenti dei costi energetici, fino alle pressioni esercitate da «cosiddetti magnati» nei settori strategici.