Dopo Pina Picierno, anche Carlo Calenda aderisce allo sciopero della fame per richiamare l’attenzione internazionale sulla tragedia di Oleshky, città ucraina occupata dai russi, dove migliaia di persone sono intrappolate senza accesso regolare a cibo e medicinali. «Chi resta rischia di morire di fame, chi prova a scappare rischia di saltare su una mina», scrive il leader di Azione su X. «L’iniziativa è lodevole e nonviolenta. In Italia c’è chi chiede ogni giorno “più diplomazia”. Questa è un’azione diplomatica. Vediamo quanti si uniranno», conclude Calenda, riporta Attuale.
L’appello del Papa
Per la popolazione di Oleshky si era mobilitato anche Papa Leone, con un appello a Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin per una tregua umanitaria che consentisse di soccorrere i civili e garantire l’arrivo degli aiuti.
Da oggi a mezzanotte, aderisco allo sciopero della fame promosso da @pinapic per richiamare l’attenzione internazionale su quanto sta accadendo a Oleshky, città ucraina dove migliaia di persone sono intrappolate in un territorio occupato dall’esercito russo, senza accesso regolare a cibo e medicine.
L’ultimo convoglio con i beni essenziali è arrivato il 26 maggio. Chi resta rischia di morire di fame, chi prova a scappare rischia di saltare su una mina.
L’iniziativa è lodevole e nonviolenta. In Italia c’è chi chiede ogni giorno “più diplomazia”. Questa è un’azione diplomatica. Vediamo quanti si uniranno.
Foto copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO | Il senatore e segretario di Azione, Carlo Calenda al forum di Confesercenti in Piazza del Popolo, a Roma, 13 ottobre 2026