Saccheggi a Milano: l’11enne coinvolto e le reazioni a catena
Un ragazzino di appena 11 anni è emerso come il più giovane tra i partecipanti ai violenti saccheggi e scontri avvenuti nel centro di Milano durante il weekend. Identificato dai carabinieri a scuola, il suo comportamento ha suscitato preoccupazione e indignazione nella comunità, riporta Attuale.
Le testimonianze raccolte nella periferia della Barona, dove il ragazzo è cresciuto, descrivono un giovane alla ricerca di attenzione, spesso visto sfrecciare con il monopattino. Le immagini virali sui social mostrano il suo volto coperto da un passamontagna mentre esce da un negozio d’abbigliamento con cinture rubate. Un passante, riprendendo la scena, commenta la sua altezza, sottolineando la sua giovane età. La diffusione del video ha scatenato una valanga di commenti ironici e critici nei suoi confronti.
Dopo l’identificazione, è emerso che il suo profilo TikTok è stato chiuso e che non si è più presentato a scuola. Figlio di genitori marocchini, il ragazzo vive in un contesto semplice, caratterizzato da relazioni familiari assenti durante il suo coinvolgimento nei disordini. Le mamme di origini straniere hanno sollevato interrogativi sulla responsabilità dei genitori, evidenziando come il ragazzo possa essere uscito di casa senza il loro controllo, seguendo adolescenti più grandi. La premier Giorgia Meloni ha commentato la vicenda, esprimendo preoccupazione per il coinvolgimento di un minore in tali eventi: “Fa male e fa paura, un fatto che ci chiama tutti in causa”.
La situazione nel quartiere è complessa. Scritte sui muri proclamano la frustrazione dei giovani: “Ho un’infanzia diversa dalla tua!” e “Fott… sto Stato infame”. Il rapper Marracash, famoso per le sue radici nella Barona, ha recentemente espresso solidarietà alla comunità. Sottolineando la lotta contro le disuguaglianze sociali, ha rivolto un appello per ascoltare la rabbia e il disagio dei giovani.
Il presidente del Municipio 6, Santo Minniti, ha affermato che le voci dei ragazzi, anche quando si manifestano in modi sbagliati, rappresentano un grido di aiuto che non può essere ignorato. L’episodio di Milano mette in luce una realtà sociale complessa e l’urgenza di un intervento ascoltato e mirato per affrontare le sfide della gioventù in contesti difficili.