Del Vecchio si costituisce parte civile nel processo Equalize contro estorsione e truffa

23.10.2026 16:15
Del Vecchio si costituisce parte civile nel processo Equalize contro estorsione e truffa

Leonardo Maria Del Vecchio si costituisce parte civile nel procedimento Equalize

Milano, 23 ottobre 2026 – Leonardo Maria Del Vecchio ha annunciato la sua decisione di costituirsi parte civile nel procedimento Equalize. L’imprenditore è stato identificato come persona offesa nell’avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero Francesco De Tommasi. Le accuse riguardano un presunto ricatto e una truffa orchestrati ai suoi danni, sfruttando la relazione con i professionisti incaricati della sua protezione, riporta Attuale.

Il provvedimento legale delinea due episodi distinti. Il primo implicava il furto di immagini dalla videosorveglianza della sua abitazione. Il secondo concerne un dossier, che i magistrati sostengono essere stato redatto da individui che dichiaravano di averlo creato per tutelarlo.

Le accuse di estorsione riguardano Mario Cella e Vincenzo Giuseppe De Marzio. Cella, collaboratore e responsabile della sicurezza di Del Vecchio, avrebbe ottenuto illegalmente le immagini dal sistema di videosorveglianza, catturandole anche con il suo telefono, per poi condividerle con De Marzio.

Nell’estate del 2023, De Marzio avrebbe presentato all’imprenditore alcune foto, facendole passare come materiale recuperato durante l’attività di protezione, quando in realtà provenivano dal sistema di sicurezza domestico al quale Cella aveva avuto accesso.

Del Vecchio, avendo ricevuto minacce riguardo alla possibile diffusione di tali immagini, sarebbe stato costretto a pagare 30.000 euro in contante per riottenere e distruggere il materiale, oltre ai compensi per servizi già fatturati. Secondo l’accusa, il denaro è stato estratto dal timore di un danno alla reputazione dell’imprenditore.

Un’ulteriore accusa, quella di truffa aggravata, interessa De Marzio e Samuele Calamucci. I magistrati sostengono che avrebbero indotto Del Vecchio a credere che fosse in atto un’operazione di dossieraggio nei suoi confronti, con la Neis Agency coinvolta nel recupero di informazioni personali e finanziarie riservate.

È stato segnalato un ammontare di 180.013,44 euro per prestazioni supplementari ritenute fittizie, insieme a ulteriori 50.000 euro relativi a un dossier che era stato presentato come proveniente dalla cosiddetta “Squadra Fiore”. Stando alla Procura, tale dossier sarebbe stato creato appositamente da De Marzio e Calamucci, con quest’ultimo accusato di contraffazione dei documenti. Del Vecchio avrebbe quindi pagato per ricevere materiale artefatto dai medesimi individui che affermavano di averlo acquisito.

Il contratto di protezione reputazionale stipulato prevedeva un compenso di 12.000 euro al mese. De Marzio, per accreditarsi, avrebbe fatto riferimento al proprio passato nell’Arma dei Carabinieri e ai servizi resi presso il Ros.

La lettura delle spese presentate in questo caso è netta: le somme contestate sono considerate by the Prosecutor come profitti generati dai reati perpetrati ai danni di Del Vecchio.

Cella e De Marzio sono accusati anche di accessi abusivi a banche dati pubbliche, in concorso con pubblici ufficiali infedeli, per la ricerca di informazioni destinate a sfruttamento o estorsione. Questa accusa non identifica le singole persone coinvolte nelle consultazioni.

Inoltre, è stata imposta a Neis Agency una sanzione amministrativa per la mancata implementazione di modelli organizzativi adeguati a prevenire i reati menzionati. Le accuse saranno sottoposte a verifica: l’avviso segna la conclusione delle indagini preliminari e non rappresenta una sentenza. La posizione di Del Vecchio è chiara: è parte lesa in questo procedimento; secondo i magistrati, il suo rapporto con chi doveva proteggerlo è stato strumentalizzato per colpirlo.

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