Orlando Sottolinea l’Importanza di un’Alternativa Politica per il PD a Montepulciano
Montepulciano, 24 ottobre 2026 – L’intervento di Andrea Orlando, ex-ministro della Giustizia e figura di spicco nel Partito Democratico (PD), ha catturato l’attenzione durante il meeting ‘Pronti per l’alternativa’, svoltosi a Montepulciano. Insieme a Dario Franceschini e Roberto Speranza, Orlando guida la formazione che supporta Elly Schlein. L’ex-ministro ha affrontato con energia temi cruciali, riflettendo sul dibattito interno al partito, il cui sviluppo richiama l’attenzione del pubblico, riporta Attuale.
Nell’arco della giornata, Orlando ha accentuato il significato politico dell’alternativa governativa, esprimendo il suo sostegno incondizionato alla Schlein, descritta come “la leader che ha investito più capitale politico nella costruzione della coalizione, acquisendo il diritto di esercitare la funzione di riferimento”. Ha inoltre avvisato che “nelle prossime settimane ci sarà ancora una volta un tentativo di far saltare il ‘campo largo’, ma noi presidieremo questa costruzione politica”.
Commentando la dialettica interna al PD, Orlando ha osservato che “qui ci sono più persone che hanno fatto riforme che non lì dove si parla di riformismo”, sostenendo che senza un confronto con il conflitto, il riformismo rischia di diventare un semplice ornamento e la contestazione al sistema può delineare un’involuzione della democrazia. A suo avviso, per battere la destra è necessaria un’ampia ‘alleanza costituzionale’ che riunisca lavoratori, giovani e imprese.
Orlando ha sottolineato l’importanza di gestire con cura le primarie come strumento per mobilitare la società civile e consolidare l’asse pro Schlein. Il sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi, ha proposto un nuovo patto sociale centrato sulle esigenze delle famiglie, enfatizzando la necessità di un approccio coniugato ai bisogni della società. Igor Taruffi, responsabile organizzativo della segreteria del PD, ha presentato dati per discreditare la narrativa del governo Meloni, evidenziando una crescita allo 0,5% sostenuta solo dal PNRR, a cui Fratelli d’Italia si è opposto, e una contrazione dell’8% del potere d’acquisto dei salari, insieme a un settore sanitario sempre più deficitario.