Primarie affollate: cinque candidati in corsa e il dilemma del doppio turno

03.11.2026 06:05
Primarie affollate: cinque candidati in corsa e il dilemma del doppio turno

Il paradosso delle primarie: il ruolo cruciale delle forze minori

Nelle discussioni sulle prossime primarie italiane, emerge un paradosso: sebbene i grandi partiti attirino l’attenzione, saranno le forze minori a determinare le sorti della competizione. Secondo l’ultimo sondaggio di Swg, i progressisti si attestano al 45%, appena sopra la soglia di maggioranza del 43,8%, con un sostegno significativo dall’area centrista, che raggiunge il 5,6%. Ignorare questa area moderata sarebbe un errore fatale: senza di essa, i partiti rischiano di rimanere intrappolati a sinistra, compromettendo la loro capacità di governo, prima ancora di affrontare le elezioni. Questa confusione è palpabile tra i grandi protagonisti e le forze emergenti, evidenziando la complessità della situazione attuale. A tal proposito, Igor Taruffi del Nazareno ha dichiarato: “Sarà una discussione che faremo nelle prossime settimane, quando avremo definito il programma”. In contrasto, Goffredo Bettini ha commentato: “È più difficile per quelli dei 5 Stelle votare Schlein, sono un pochino più settari”. Le regole delle primarie dovrebbero essere pronte entro la fine del mese, insieme al programma del centrosinistra, che mira a completare la preparazione sei mesi prima delle elezioni, riportando Attuale.

Le regole da stabilire non sono solo una questione formale. La divergenza tra il doppio turno proposto da Schlein e il turno secco sostenuto da Conte delinea il confine tra i due alleati. Per ora, i nomi in corsa sono tre, anche se uno rimane da definire: Schlein, Conte e un rappresentante dell’area renziana. È improbabile che quest’ultimo sia lo stesso Renzi. L’assessore capitolino Alessandro Onorato, in sintonia con il Psi e con Ismaele La Vardera, si distacca dall’area renziana. La pattuglia formata da Magi e Ruffini intrattiene un dialogo con Onorato, utilizzandolo come leva negoziale per ottenere condizioni più favorevoli da Renzi. Tuttavia, la frattura tra l’ex premier e l’assessore romano è accentuata dalle loro rispettive posizioni: mentre il senatore di Firenze supporta Schlein, Onorato guarda a Conte. Inoltre, il divario si allarga sul tema dell’Ucraina; mentre Matteo ed Elly mantengono un chiaro sostegno militare a Kiev, le posizioni di Conte, abbracciate da Onorato, rischiano di allontanarsi da questo impegno.

Di conseguenza, il centro non presenterà un solo candidato, ma ben due o tre, portando il numero totale dei contendenti a quattro o cinque. Se inizialmente Schlein puntava a una competizione ristretta, l’affollamento attuale le è, in effetti, favorevole. Maggiore è il numero dei contendenti, più facilmente il vincitore uscirà con un consenso limitato, rendendo così il doppio turno quasi inevitabile e forzando il ballottaggio che il Nazareno ha sempre preferito. Tuttavia, se i candidati si riducono a tre, la strategia di Conte riguardo al turno unico potrebbe avere successo. Per ampliare ulteriormente il numero di concorrenti, il Nazareno sta cercando di lanciare una candidatura da Avs, ma la reazione in questo ambito è stata negativa. Fratoianni e Bonelli sanno che un turno unico favorirebbe solo il duello tra Schlein e Conte, portandoli a un risultato deludente. Solo se il Nazareno riuscisse a imporre il doppio turno, la ritirata per i rossoverdi diventerebbe impossibile. La confusione regna nel campo progressista; rovesciando la celebre massima di Mao, è evidente che, in questa situazione, nulla è davvero eccellente.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere