Suspensione del programma di Jimmy Kimmel dopo i commenti sull’omicidio di Charlie Kirk
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – La rete Abc ha deciso di sospendere indefinitamente il programma di Jimmy Kimmel a seguito delle sue dichiarazioni sull’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk. Durante il suo show, Kimmel ha insinuato che il presunto autore dell’omicidio fosse collegato al movimento “Maga” (Make America Great Again) di Donald Trump, sottolineando come «la gang Maga cerchi disperatamente di descrivere questo ragazzo che ha ucciso Charlie Kirk come qualcosa di diverso da uno di loro. Stanno cercando di usarlo per segnare punti politici», riporta Attuale.
Le dichiarazioni di Kimmel hanno suscitato forti reazioni da parte di attivisti conservatori, che hanno citato i familiari del presunto omicida, affermando che Tyler Robinson fosse «pro-gay e orientato ai diritti trans», suggerendo che avesse opinioni contrarie a quelle dei genitori di destra.
Brendan Carr, capo della Federal Communication Commission, nominato da Trump, ha condannato le osservazioni di Kimmel, parlando di un «tentativo organizzato di mentire al popolo americano». Carr ha avvertito che Abc rischia di perdere la licenza e che Kimmel dovrebbe essere sospeso. Questa decisione è stata presa dal CEO di Disney, Bob Iger, e da Dana Walden, a seguito dell’annuncio di Nexstar e Sinclair, rispettivi proprietari di circa 70 reti affiliate a Abc, che non avrebbero più trasmesso il programma di Kimmel per non riflettere i «valori e le opinioni» delle comunità locali. Sebbene Kimmel non sia stato licenziato, i dirigenti Disney intendono valutare con lui cosa dire al suo ritorno in onda.
Nel frattempo, Trump ha espresso la sua soddisfazione sui social media, affermando: «Grande notizia per l’America». Ha dichiarato che ci dovrebbe essere un’azione contro Abc per la copertura negativa e ha criticato Kimmel per aver avuto un basso ascolto e per le sue dichiarazioni sull’omicidio di Kirk. Trump ha anche menzionato che Antifa dovrebbe essere classificata come organizzazione terroristica.
Il caso ha suscitato reazioni di sostegno per Kimmel da parte di esponenti del partito democratico e di Hollywood, con Chuck Schumer che ha paragonato l’intervento della FCC a situazioni tipiche delle autocrazie. Alcuni deputati democratici hanno accusato Carr di abuso di potere, mentre anche membri del partito repubblicano hanno manifestato preoccupazione per la libertà di espressione e l’interferenza della FCC. Anna Gomez, l’unica democratica nella FCC, ha definito l’accaduto «un atto inaccettabile di violenza politica di un individuo disturbato» che non dovrebbe giustificare la censura.
È pazzesco come la libertà di espressione venga minacciata in questo modo. Kimmel non ha fatto altro che esprimere la sua opinione, e ora ci troviamo a discutere se debba essere “sospeso”. Ma siamo sicuri che gli Stati Uniti siano davvero così diversi dall’Italia? Le pressioni dei partiti e della politica sulla libertà dei media sembrano universali… Che tristezza.