Allerta Invalsi 2026: il 40% dei bambini delle elementari ha difficoltà in matematica

16.07.2026 13:05
Allerta Invalsi 2026: il 40% dei bambini delle elementari ha difficoltà in matematica

Roma, 16 luglio 2026 – I bambini e le bambine italiani hanno difficoltà in matematica: chi raggiunge almeno il livello base diminuisce, rispetto alla passata rilevazione Invalsi, di circa 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta elementare. Sono poco più del 60%. Uno scarto netto rispetto al 2019, ovvero a prima del Covid, quando il livello base era raggiunto da oltre il 70% degli studenti. Lo ha evidenziato Roberto Ricci, presidente di Invalsi durante la presentazione del Rapporto 2026 alla Camera aggiungendo che “è necessario concentrare maggiori sforzi per consentire l’innalzamento degli apprendimenti in Matematica nella scuola primaria, sfruttando tutte le opportunità fornite dalle Indicazioni Nazionali”, riporta Attuale.

Indebolimento in italiano e matematica, migliora l’inglese

Le prove ‘Invalsi 2026’ fotografano una scuola italiana alle prese con un progressivo indebolimento degli apprendimenti di base, soprattutto in italiano e matematica, mentre continuano a migliorare le competenze in lingua inglese. L’indagine ha coinvolto oltre 2,4 milioni di studenti di circa 11.400 scuole statali e paritarie. A prendere parte all’evento anche la dottoressa Alessia Mattei, responsabile Rilevazioni nazionali Invalsi, e il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il dato più preoccupante, intanto, riguarda la scuola primaria. In seconda elementare il punteggio medio in italiano e matematica raggiunge il livello più basso dell’intera serie storica iniziata nel 2019. In quinta primaria il quadro è più stabile, ma resta inferiore ai livelli precedenti alla pandemia: il 72,7% degli alunni raggiunge almeno il livello base in italiano, mentre in matematica la quota scende al 63,3%, in calo rispetto al 2025.

I motivi del peggioramento

Secondo l’Invalsi, il peggioramento non sembra riconducibile soltanto agli effetti della pandemia, ma riflette fattori strutturali, tra cui i cambiamenti nelle modalità di apprendimento, l’impatto delle tecnologie digitali e le trasformazioni del contesto sociale e culturale. Di segno opposto i risultati in inglese. In quinta primaria il 90,9% degli studenti raggiunge il livello A1 nella comprensione scritta (Reading), il dato più alto della serie storica, mentre l’84,6% consegue il livello previsto nella comprensione orale (Listening), confermando livelli sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno.

Differenze tra regioni

L’indagine conferma inoltre la persistenza delle disuguaglianze territoriali: Marche e Umbria figurano stabilmente tra le regioni con i risultati migliori, mentre Calabria, Sicilia e Sardegna continuano a registrare le maggiori difficoltà, soprattutto in matematica e nelle competenze linguistiche. Resta evidente anche il divario tra Nord e Mezzogiorno, anche se nelle regioni meridionali si registrano alcuni segnali di miglioramento, soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado.

Valditara: “Più lettura e meno tablet”

“Più lettura, più grammatica e meno tablet,”Giuseppe Valditara, nel corso del suo intervento. “In italiano registriamo una crescita in tutto il Paese e raggiungiamo il 54%. Mi rende molto felice soprattutto il risultato del Mezzogiorno, che passa dal 44% al 47%, e quello delle isole, dal 43% al 47%” ha affermato, precisando che “il Nord si posiziona su livelli alti, e in seconda superiore è interessante la crescita del Sud, che raggiunge quasi la media nazionale nonostante sia stata la fascia più danneggiata dal Covid”. “In seconda elementare c’è un leggero recupero rispetto allo scorso anno. In quinta elementare, invece, si perde ancora nella lettura, nella comprensione del testo e nel funzionamento della lingua,” ha spiegato Valditara, concludendo che “le nuove indicazioni nazionali sono quindi assolutamente benvenute. Servono più lettura, più grammatica e meno tablet.”

“In quinta superiore superiamo finalmente il 50% in matematica e arriviamo al 52%. Anche qui il Sud cresce più di tutti. Nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est, con i risultati ottenuti alle superiori, ci confermiamo ai livelli più alti in Europa. Se confrontiamo questi risultati anche soltanto con i dati del 2022, in quelle regioni siamo al top in Europa. Allo stesso tempo i divari si riducono, perché è il Sud a crescere di più,” è ancora l’analisi di Valditara. “Nella primaria c’è invece un peggioramento. Serve una rivoluzione della matematica, come quella prevista nelle nuove indicazioni nazionali: meno tablet e più nuova didattica,” ha ribadito Valditara, sottolineando che “bisogna insegnare a pensare matematicamente, utilizzare il laboratorio di matematica. Partire dai perché, dalla deduzione, dall’osservazione della realtà e delle situazioni. La procedura e il calcolo vengono dopo.”

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