All’Onu, il giorno della Palestina
Oggi inizia la settimana più importante dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Anche la Francia, dopo gli annunci di ieri da Regno Unito, Canada e Australia, riconoscerà formalmente uno Stato palestinese. Emmanuel Macron, questo pomeriggio, guiderà una conferenza con «decine» di leader mondiali nella quale l’attenzione sarà rivolta alla promozione di una soluzione a due Stati. Tuttavia, Israele e il suo più stretto alleato, gli Stati Uniti, non parteciperanno, riporta Attuale.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato: «Per ravvivare le speranze di pace tra palestinesi e israeliani, il Regno Unito riconosce formalmente lo Stato di Palestina». Starmer ha sottolineato che questa soluzione non deve essere interpretata come una ricompensa per Hamas, aggiungendo che il Regno Unito ha già imposto sanzioni al gruppo militante e continuerà a farlo. L’iniziativa diplomatica di Macron ha ottenuto l’adesione di almeno dieci paesi, tra cui Andorra, Belgio, Lussemburgo e Portogallo, che riconosceranno ufficialmente la Palestina.
Roma e Berlino mantengono una posizione cauta, giudicando il riconoscimento della Palestina come prematuro, privo di riscontri concreti. L’Italia sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ribadirà: «L’Italia sostiene il processo di riconoscimento del futuro Stato della Palestina, ma solo una volta che sia stata raggiunta la riunificazione di Gaza e Cisgiordania». Anche la Germania si oppone alla creazione di uno Stato palestinese senza il consenso di Israele.
L’obiettivo di Macron è di rilanciare la «soluzione dei due Stati», non certo di modificare la posizione di Israele, che ha già espresso la sua netta opposizione. In un video, il premier israeliano Netanyahu ha affermato: «Non ci sarà alcuno Stato palestinese a ovest del Giordano».
Buona lettura.