Sparatoria durante un festival techno in Svizzera: una vittima italiana e sei feriti
Una sparatoria durante il festival techno “Aarauer Rave” all’ippodromo di Aarau, in Svizzera, ha portato alla morte di una giovane italiana di 22 anni e al ferimento di altre sei persone, di età compresa tra i 24 e i 31 anni. Il presunto aggressore, un cittadino svizzero di 43 anni, è stato arrestato dopo essersi volontariamente consegnato alla polizia di Delémont, dove ha confessato di aver aperto il fuoco, ma si è successivamente rifiutato di rilasciare ulteriori dichiarazioni, riporta Attuale.
Michael Leupold, comandante della polizia cantonale di Argovia, ha comunicato che l’uomo ha dimostrato segni di disturbi mentali, affermando di non sentirsi bene da un po’. Tuttavia, i controlli iniziali non hanno evidenziato sue precedenti cure in cliniche psichiatriche.
Secondo le indagini, domenica notte l’uomo ha lasciato la sua auto in un parcheggio vicino all’ippodromo, dove si trovavano ancora circa cento partecipanti al festival dopo la conclusione dell’evento. Da lì, ha aperto il fuoco per circa 40 volte, mirando a singoli individui e spostandosi frequentemente per cambiare posizione e direzione del tiro.
Successivamente, dopo essere tornato al parcheggio, ha sparato contro un’auto in movimento prima di fuggire in direzione di Aarau. Le ricerche sono state facilitate dalla testimonianza di un altro partecipante che ha fornito i dettagli sul veicolo utilizzato dall’uomo.
All’interno dell’auto sequestrata, gli investigatori hanno rinvenuto tre armi da fuoco, tra cui due pistole e un fucile d’assalto AK-74. È stato accertato che l’aggressore ha utilizzato almeno due di queste armi durante l’attacco, come provenienza dei bossoli trovati sulla scena suggeriva. Le armi erano regolarmente registrate e acquistate legalmente venti anni fa, secondo quanto dichiarato da Leupold, il quale ha aggiunto che i requisiti per il possesso di armi sono ora più rigorosi.
Attualmente, la polizia sta indagando su come una persona con disturbi mentali possa possedere armi legalmente registrate. Anche se il 43enne è considerato il principale responsabile dell’attacco, non vi sono indicazioni sul coinvolgimento di altre persone. Le motivazioni per la sua azione rimangono sconosciute, con varie teorie esplorate, tra cui quella di un attentato terroristico o di un regolamento di conti, ma l’ipotesi più probabile rimane quella di un «atto di follia», senza segni di radicalizzazione né religiosa né politica.
Nonostante non avesse precedenti penali significativi, l’uomo era noto alle forze dell’ordine solo per alcune infrazioni al codice della strada. Leupold ha smentito le voci secondo cui il sospetto avesse legami con le forze armate, chiarendo che, dopo un breve periodo di servizio come cuoco, aveva lasciato l’esercito nel 2013, rinunciando alla sua arma di servizio.
Nel frattempo, il numero delle persone ferite è aumentato a sei, dopo che un’altra donna ha riferito di essere stata colpita da un proiettile vagante. Due dei feriti sono ancora ricoverati in ospedale, ma le loro condizioni sono in miglioramento. La vittima, Maria Spinelli, originaria di Atri in Abruzzo, si era trasferita in Svizzera circa un anno fa.