Attacchi ucraini su Mosca: reazioni e controffensive russe
Una coltre di fumo nero si staglia nel cielo di Mosca, mentre uno degli attacchi più massicci condotti dall’esercito ucraino ha colpito il suolo russo. Oltre 550 sarebbero infatti i droni abbattuti dalle difese aeree del Cremlino. Volodymyr Zelensky esulta per aver centrato una raffineria moscovita, dichiarando: “Una risposta assolutamente giusta agli attacchi della Russia”. Tuttavia, i risultati dell’attacco portano con sé gravi conseguenze: si contano almeno sedici feriti, inclusi due bambini, nella regione di Mosca, un decesso a Gukovo, nella oblast di Rostov, e due bambine ferite nel distretto di Klimovo, nei pressi di Bryansk. Gli aeroporti moscoviti, tra cui Sheremetyevo, Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky, sono stati chiusi per questioni di sicurezza, provocando la cancellazione di oltre cinquecento voli. “Non vogliamo questa guerra – ha avvertito Zelensky –, ma se l’Ucraina brucia, brucerà anche Mosca”, riporta Attuale.
La risposta della Russia è stata immediata: una serie di bombardamenti ha colpito l’oblast di Sumy, causando tre morti e il danneggiamento di edifici residenziali, scuole e veicoli. Il ministero della Difesa russo ha annunciato anche la conquista di Rai-Aleksandrivka, un villaggio nella regione di Donetsk. “Continueranno gli attacchi massicci”, ha minacciato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, mentre il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha sottolineato che tutto questo “certo non favorisce” un vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e Zelensky.
In questo contesto di escalation, Zelensky continua a dialogare con la Nato. “La priorità – ha scritto il presidente ucraino su X dopo aver incontrato il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte – è rafforzare la nostra difesa aerea e ottenere le licenze dagli Stati Uniti per la produzione di equipaggiamenti”. Il Belgio ha già promesso di inviare sette caccia F-16 a Kiev, mentre con la Germania verrà discussata la creazione di un sistema europeo di difesa antibalistica.
Durante la riunione del Gruppo di contatto della Nato, a cui ha partecipato anche Zelensky, sono stati trattati il finanziamento degli aiuti militari a Kiev (Purl), la fornitura di sistemi Patriot e il potenziamento della difesa aerea. Rutte ha affermato che “l’equilibrio della situazione sul campo di battaglia sta cambiando in favore dell’Ucraina” e che gli alleati devono sostenere questo slancio. L’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha avvertito che la Russia è “con le spalle al muro: militarmente, economicamente e politicamente”.
Un segnale di ripresa anche sul piano diplomatico: secondo Ushakov, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner arriveranno in Russia per nuovi colloqui di pace, sebbene la data non sia ancora stata fissata. I contatti tra Usa e Russia erano rimasti congelati dopo il vertice G7 in Francia, con Ushakov che critica i Paesi occidentali accusandoli di aver “riempito Trump di idee non utili e dannose”.
In Europa si discute su chi dovrà rappresentare l’Unione nei negoziati con Mosca, a seguito della riattivazione dei contatti tra il Cremlino e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Kallas ha affermato: “Credo sia molto chiaro che l’Ue non può fare da mediatore perché siamo stati chiaramente dalla parte dell’Ucraina e abbiamo i nostri interessi di sicurezza da tutelare”. Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, ha ribadito la posizione dell’Italia, rilanciata dalla premier Giorgia Meloni, sottolineando la necessità di un “inviato speciale unico scelto da tutti i Paesi membri”.