Attivista israeliano aggredito dai coloni e arrestato dalla polizia
Mercoledì sera, Andrey X, noto attivista israeliano che documenta le violenze perpetrate dai coloni contro i palestinesi in Cisgiordania, è stato aggredito e minacciato da un gruppo di coloni armati vicino al villaggio palestinese di Umm al Khair. Poco dopo, è stato arrestato dalla polizia israeliana insieme al giornalista e attivista statunitense Jasper Nathaniel, riporta Attuale.
Questa non è la prima volta che Andrey X, il cui vero nome è Andrey Khrzhanovskiy, subisce violenze durante i suoi sopralluoghi. Tuttavia, l’intensità dell’episodio di mercoledì ha sollevato preoccupazioni significative. La situazione è avvenuta in una regione nota per gli incidenti frequenti tra coloni, palestinesi e attivisti, in particolare a Masafer Yatta, un’area a sud di Hebron.
A soli 28 anni e con doppio passaporto russo e israeliano, Andrey X è diventato un volto noto grazie ai video che pubblica sui social media, realizzati con il suo telefono durante gli attacchi dei coloni. Non è chiaro cosa abbia scatenato l’incidente, ma alcune immagini sono state filmate dall’attivista Adele Shoko, che ha dichiarato che Andrey è stato picchiato con violenza e ha perso conoscenza più volte.
Un video diffuso mostra un colono avvicinarsi ad Andrey con un atteggiamento aggressivo, minacciando di sparare e intimandolo a sedersi in attesa della polizia. Andrey è stato filmato in stato confusionale, mentre un paramedico lo assisteva a terra. Inizialmente, avrebbe dovuto essere portato in ospedale, ma è stato arrestato dalla polizia, seguita dall’arresto di Nathaniel, registrando così il secondo arresto di Andrey nell’arco di una settimana. Attualmente, è ancora sotto custodia, ma si prevede un possibile rilascio imminente.
Il 16 ottobre, i due attivisti avevano già documentato un altro episodio di violenza, avvenuto ad Abu Falah, dove alcuni coloni incappucciati avevano aggredito palestinesi e giornalisti durante la raccolta delle olive. Tra le vittime c’era anche la fotografa statunitense Heidi Levine, del Washington Post, che ha subito gravi ferite.
La raccolta delle olive rappresenta una stagione particolarmente pericolosa per i palestinesi, con un incremento degli attacchi da parte dei coloni, che spesso prendono di mira gli ulivi, fondamentali per il sostentamento di molte famiglie. Quest’anno, la situazione è risultata ancor più critica.