Assalto della Flotilla: l’attivista Vittorio Sergi racconta l’attacco israeliano al largo di Creta
Ancona, 1 maggio 2026 – Nella Global Sumud Flotilla c’era anche l’attivista e docente di Ancona Vittorio Sergi, che al nostro giornale racconta le ore dell’assalto da parte degli israeliani al largo di Creta, riporta Attuale.
Professor Sergi, quali sono le sue condizioni dopo l’intercettazione?
“Non ho dormito per ventiquattro ore, tra l’intercettazione e tutto”.
Come si è svolto l’assalto iniziale?
“Ieri (mercoledì, ndr), verso le 21, ora italiana, abbiamo cominciato a vedere un’insolita attività di droni nella zona in cui stavamo navigando, in direzione di Creta, per sfuggire a una perturbazione di Meltemi. La radio è stata bloccata, non c’era più comunicazione sui canali radio VHF e abbiamo cominciato a vedere, oltre ai droni, anche delle luci rosse che si muovevano molto velocemente sull’acqua. Erano gommoni ad alta velocità che si avvicinavano, con torce potentissime, verso le barche intorno a noi.”
Quando avete identificato gli assalitori e come avete reagito?
“Con il passare dei minuti è stato sempre più chiaro che si trattava di israeliani. Grazie a internet e alle nostre chat criptate attraverso il satellitare, abbiamo capito che la flottiglia era sotto attacco di un’operazione militare, così abbiamo iniziato una manovra evasiva. Abbiamo cambiato rotta con altre imbarcazioni e per tutta la notte, alla massima velocità, abbiamo manovrato per sottrarci all’intercettazione. Ci siamo riusciti soltanto alle prime luci dell’alba, quando siamo arrivati nella costa occidentale di Creta.”
C’è stato un intervento delle autorità costiere?
“La Guardia Costiera greca ha risposto che non volevano o non potevano intervenire. Noi abbiamo segnalato che eravamo sotto attacco di imbarcazioni sconosciute, che stavano minacciando la nostra sicurezza in mare, ma la risposta è stata che le autorità competenti già se ne stavano occupando. In realtà, non c’è stato nessun intervento delle autorità e all’alba di oggi siamo arrivati in acque territoriali elleniche, insieme ad altre imbarcazioni con cui abbiamo viaggiato questa notte per proteggerci. Adesso siamo al sicuro.”
Quali sono i prossimi passi per lei e gli altri attivisti?
“Siamo pronti a proseguire la navigazione verso Gaza.”
Cosa farete per i compagni e le barche assaltate?
“Vogliamo recuperare le barche, dato che la Guardia Costiera greca ha risposto che non lo farà, anche per la sicurezza dei nostri compagni, trasferiti su una nave prigione. Pensiamo che li vogliano trasportare in Israele. Un’imbarcazione, dopo essere stata abbordata e sabotata dai militari israeliani, è stata lasciata alla deriva con tutto l’equipaggio sopra.”