Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso le sue opinioni in un’intervista su RTL 102.5, affermando: «Siamo passati da celebrare il sistema Milano al volerlo demolire», riporta Attuale.
Nonostante un avviso di garanzia legato a un’inchiesta sull’urbanistica della città, Sala ha ribadito la sua intenzione di continuare a governare e completare il suo mandato. Durante l’intervento, ha criticato il modo in cui è venuto a conoscenza della sua iscrizione nel registro degli indagati: «Alle dieci di sera, ho ricevuto una telefonata dal direttore del Corriere della Sera, che mi ha avvisato di una notizia che sarebbe stata pubblicata il giorno dopo. Questo non è corretto in un Paese democratico», ha affermato.
«Non sono uno che molla»
Respondendo a chi gli chiedeva se avesse considerato di dimettersi, Sala ha affermato con fermezza: «Non sono uno che molla». Recentemente, ha annunciato la sua decisione di rimanere in carica, nonostante alcune speculazioni in merito alla sua possibile uscita anticipata dal ruolo: «La mia scelta di non dimettermi è dettata dal senso del dovere. Non è stata una passeggiata, ma Expo rappresenta un successo per Milano e bisogna saper resistere».
Il sostegno di Giorgia Meloni
In questo contesto, le dichiarazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno supportato la posizione di Sala. Recentemente, Meloni ha dichiarato che «non ci si dimette per un avviso di garanzia». Sala ha accolto positivamente queste parole, ritenendole appropriate: «Mi sono piaciute e sono corrette, perché non possiamo applicare la legalità in modo selettivo».
Il «sistema Milano» sotto la lente
Nell’ultimo periodo, si è molto discusso del «modello Milano», lodato per la sua capacità di attrarre investimenti e trasformare il volto della città. Tuttavia, ora il sindaco riconosce che questo modello è sotto accusa: «Siamo passati dal celebrare il sistema Milano all’attacco. Confrontando Milano di vent’anni fa con quella attuale, la città è nettamente migliorata. La giustizia seguirà il suo corso, ma Milano è l’unica città in Italia ad aver avuto questo tipo di sviluppo. Non possiamo affossare tutto ciò che è stato costruito». Sala ha difeso le sue scelte urbanistiche, pur ammettendo che non tutte le operazioni possano essere state perfette: «Sono rintracciabili operazioni non corrette a Milano, ma le scelte immobiliari sono state sensate e le rivendico».
Il futuro e il bilancio personale
Guardando al futuro e ai prossimi 18 mesi di mandato, Sala si impegna a portare avanti il suo lavoro con determinazione. «Non è una situazione piacevole e mi sento un po’ provato, ma la mia passione e voglia di lavorare prevalgono. Procederò con intensità», ha dichiarato. Con 67 anni e un lungo percorso alle spalle, ha sottolineato: «Non ho ambizioni particolari, guardo al futuro con un certo disincanto. Ho un senso del dovere e credo che Milano abbia ancora bisogno di me».
L’auspicio di Beppe Sala per il futuro
Concludendo, Sala ha espresso un desiderio per la sua eredità politica, affermando: «Spero che il mio mandato di 11 anni venga ricordato come un periodo di miglioramento per Milano. Affrontiamo anche gravi problemi sociali, come in molte altre città del mondo, ma il nostro compito è trovare soluzioni».
In sintesi, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha manifestato la sua determinazione a continuare il suo mandato nonostante l’avviso di garanzia che lo riguarda. Difendendo il “modello Milano”, Sala riconosce le sue criticità, ma sottolinea i successi raggiunti negli ultimi anni e il bisogno di proseguire nel percorso di sviluppo della città. Con un forte senso del dovere, si impegna a lavorare attivamente per il futuro di Milano, sperando di essere ricordato per il suo contributo positivo. Le sue parole riflettono una resilienza che mira a superare le attuali sfide politiche e sociali.