Berlino espelle un diplomatico russo dopo l’arresto di una presunta agente dell’intelligence

23.01.2026 14:00
Berlino espelle un diplomatico russo dopo l’arresto di una presunta agente dell’intelligence
Berlino espelle un diplomatico russo dopo l’arresto di una presunta agente dell’intelligence

Il 22 gennaio 2026 è emerso che la Germania ha espulso per spionaggio il vice addetto militare dell’ambasciata russa a Berlino, a seguito dell’arresto di una cittadina tedesca di origine ucraina sospettata di collaborare con l’intelligence militare di Mosca. La decisione delle autorità tedesche è arrivata dopo che l’indagine federale ha collegato la donna, identificata come Ilona Wiener, a contatti diretti con il diplomatico russo ora allontanato dal Paese.

Secondo le informazioni rese pubbliche, la sospettata avrebbe svolto attività di raccolta di dati sensibili nel settore militare, concentrandosi sui siti dei produttori tedeschi di armamenti, sui test dei droni e sui piani di fornitura di equipaggiamenti militari all’Ucraina. Gli inquirenti hanno inoltre accertato che la donna era in possesso anche di un passaporto russo, elemento che rafforza l’ipotesi di un legame strutturato con i servizi di Mosca.

Il caso ha portato a una risposta diplomatica immediata da parte di Berlino, che ha considerato l’attività emersa incompatibile con lo status diplomatico e con la sicurezza nazionale della Germania, come riportato nell’inchiesta su espulsione del vice addetto militare russo dalla Germania per spionaggio.

Raccolta di informazioni militari e reti di contatto politico

Le accuse a carico della sospettata non si limitano al settore industriale della difesa. Le autorità tedesche ritengono che la donna abbia anche raccolto informazioni su partecipanti a eventi politici e manifestazioni in Germania, contribuendo a stabilire contatti sotto falsa identità per conto del suo referente russo. Questo aspetto dell’indagine suggerisce un interesse più ampio della rete di intelligence per l’ambiente politico e sociale tedesco.

La presenza di contatti con ex membri delle strutture militari tedesche viene considerata particolarmente sensibile. Un eventuale accesso a informazioni riservate potrebbe compromettere non solo la sicurezza della Germania, ma anche la protezione dei dati legati al sostegno militare a Kiev. Le autorità valutano il rischio di fughe informative come una minaccia diretta alla credibilità dei meccanismi di sicurezza.

Il quadro che emerge indica un’operazione articolata, mirata a incrociare informazioni militari e politiche, in linea con una strategia di pressione più ampia nei confronti dei Paesi che sostengono attivamente l’Ucraina.

La Germania come obiettivo prioritario dell’intelligence russa

Berlino è considerata uno dei principali obiettivi dell’attività di intelligence russa in Europa, sia per il suo ruolo centrale nelle decisioni dell’Unione europea sia per il peso della Germania nella definizione delle politiche sanzionatorie. Inoltre, il Paese dispone di tecnologie militari avanzate, dai sistemi di difesa aerea ai droni e ai mezzi corazzati, che attirano l’attenzione dei servizi russi.

L’intensificazione delle attività di spionaggio viene letta dalle autorità come una risposta diretta al sostegno tedesco all’Ucraina. La raccolta di dati su programmi di difesa e catene di approvvigionamento militare mira a indebolire la capacità di Berlino di contribuire in modo efficace alla sicurezza europea e al supporto di Kiev.

Negli ultimi mesi, i servizi di sicurezza tedeschi hanno segnalato una crescente attività di reti riconducibili a Mosca, che operano sia attraverso canali diplomatici sia mediante agenti e intermediari sul territorio.

Implicazioni per la sicurezza interna e cooperazione tra alleati

Il caso riapre il dibattito sulla necessità di rafforzare le misure di controspionaggio in Germania e negli altri Paesi dell’UE. Le autorità valutano un controllo più stretto sui diplomatici russi, nonché un monitoraggio sistematico di contatti sospetti con ambienti politici e civili sensibili.

Un altro elemento ritenuto cruciale è l’ampliamento dello scambio di informazioni tra i servizi di intelligence dei Paesi alleati. La cooperazione internazionale viene vista come uno strumento essenziale per individuare tempestivamente reti di spionaggio e limitare i danni potenziali alle infrastrutture di sicurezza europee.

Parallelamente, si discute della possibilità di introdurre ulteriori sanzioni mirate contro individui e strutture che facilitano le operazioni dell’intelligence russa, come indicato anche dalle ricostruzioni investigative diffuse tramite dettagli sull’arresto della sospettata e i legami con l’intelligence russa.

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