Bertolini: “Il referendum del 22-23 marzo per una giustizia finalmente libera”

11.03.2026 03:35
Bertolini: “Il referendum del 22-23 marzo per una giustizia finalmente libera”

Riforma della magistratura: il referendum di marzo segna un momento cruciale

Roma, 11 marzo 2026 – “È un’occasione che aspettavamo da 37 anni”. Isabella Bertolini, consigliera laica del Consiglio Superiore della Magistratura e segretaria nazionale del comitato Sì riforma, sottolinea l’importanza della riforma in vista del referendum previsto per il 22 e 23 marzo, riporta Attuale.

Bertolini chiarisce come la separazione delle carriere possa effettivamente cambiare radicalmente l’esperienza dei cittadini in tribunale. “Finalmente avremmo il completamento della riforma iniziata nel 1989 col Codice Vassalli. Fu il ministro a dire che senza la separazione delle carriere il sistema accusatorio non sarebbe stato completo. L’obiettivo è avere accusa e difesa sullo stesso piano, e un giudice che analizzi le prove e giudichi in maniera autonoma. Questa riforma di sistema la aspettiamo da 37 anni. In mezzo ci sono stati 2 referendum e la bicamerale di D’Alema: ora è il momento di chiudere il cerchio”.

Quando si parla della potenziale minaccia all’indipendenza dei magistrati, Bertolini risponde con fermezza: “Nessun indebolimento. L’articolo 104 della Costituzione dà un rilievo di indipendenza alla magistratura e poi c’è la garanzia massima del Presidente della Repubblica che è anche il presidente del Csm”.

Di fronte alla questione relativa all’interruzione del potere delle correnti interne, afferma: “No, solo così la magistratura sarà libera dalle correnti, rendendo il sistema più trasparente. Alle precedenti elezioni, c’erano 4 posti per magistrati, e sono stati eletti 4 magistrati ognuno in rappresentanza di una diversa corrente. Secondo lei così c’è una scelta libera? Secondo me, no”. I sorteggi avrebbero criteri stabiliti dal Parlamento, escludendo magistrati di prima nomina, per garantire trasparenza.

Bertolini continua a spiegare le ragioni della riforma ai cittadini, affermando: “Abbiamo 300 comitati territoriali e più di 7mila iscritti, stiamo spiegando i contenuti della riforma, senza insultare nessuno e senza inseguire slogan. Stiamo avendo ottimi riscontri: vediamo gente che vuole informarsi, capire, e abbiamo anche dei magistrati con noi, il che dà maggiore peso alle iniziative”.

Riguardo alla connessione tra il referendum e l’operato del governo, afferma: “No, ci sono molte persone che voteranno Sì o No indipendemente dalla propria idea politica. Le scelte sono trasversali”.

Tuttavia, le opposizioni criticano la riforma, sostenendo che non affronta il problema della lentezza dei processi. Bertolini risponde: “Il Csm amministra la vita dei magistrati, le assenze, le malattie, i pensionamenti, la carriera, per cui la riforma riguarda la magistratura, non la giustizia. Lo scopo è rendere più moderno un sistema, disciplinarlo: un’occasione che aspettavamo da troppo tempo”.

1 Comment

  1. Ma stiamo scherzando? Dopo 37 anni abbiamo bisogno di un referendum per qualcosa che dovrebbe essere ovvio! La giustizia deve essere più semplice e chiara, ma chi lo capisce davvero? Spero solo che non si trasformi in un altro spettacolo politico…

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