Blitz dei dissidenti contro Salvini: nasce il comitato per riappropriarsi della Lega originale

01.09.2026 13:55
Blitz dei dissidenti contro Salvini: nasce il comitato per riappropriarsi della Lega originale

Ex parlamentari e militanti hanno dato vita al «Comitato per il congresso federale», una mossa mirata a riappropriarsi dello storico simbolo dell’Alberto da Giussano e a rivitalizzare il partito originario. Questo rappresenta una sfida diretta a Matteo Salvini, includendo la possibilità di azioni legali e una resa dei conti a Pontida, riporta Attuale.

La Lega originaria e la battaglia per l’Alberto da Giussano

La spaccatura interna al Carroccio si intensifica con la nascita ufficiale del «Comitato per la convocazione del congresso federale», datato 28 agosto a Forlì e guidato dall’ex deputato Gianluca Pini. Questo movimento non tocca la «Lega per Salvini Premier», fondata nel 2017, ma mira a ressuscitare la storica «Lega Nord per l’indipendenza della Padania», che ha recentemente affrontato debiti per 49 milioni di euro con lo Stato. L’obiettivo è riprendere il controllo dello storico simbolo dell’Alberto da Giussano, costringere il commissario di Salvini Igor Iezzi a capitolare, eventualmente ricorrendo a vie legali, e annullare l’approccio nazional-sovranista di Salvini per ripristinare l’importanza del Nord. Questa operazione è sostenuta da centinaia di militanti e guarda con interesse ai posizionamenti dei rappresentanti locali e del ministro Giancarlo Giorgetti, in vista dell’incontro di Pontida.

L’offensiva contro il commissario Iezzi e il ricorso in tribunale

Il primo obiettivo strategico del comitato è mettere alle strette Igor Iezzi, attuale commissario della Lega Nord. Secondo l’atto costitutivo, il comitato ha già ricevuto un codice fiscale e vanta oltre 100 deleghe. I promotori denunciano che Iezzi «ha impedito lo svolgimento del congresso che chiediamo da anni» e accusa di conferire il simbolo della Lega alla Salvini Premier in modo illegittimo. La gestione commissariale, sostengono i fondatori, «viola gravemente le disposizioni statutarie, e non c’è un presidente, che era il compianto Umberto Bossi». L’ultimatum è chiaro: il congresso deve essere convocato al più presto oppure si procederà per vie legali.

L’attacco alla linea sovranista: «Ha distrutto l’idem sentire del Nord»

L’obiettivo finale va oltre le procedure formali e mira a riformulare la direzione politica imposta da Matteo Salvini. I promotori cercano di «distaccarsi nettamente dal fallimentare progetto salviniano e sovranista riscoprendo la Lega federalista e del buon governo». Secondo Pini, le responsabilità del segretario uscente non sono solo politiche, ma anche culturali, accusandolo di aver «disintegrato l’idem sentire riguardo alla questione settentrionale», cruciale per affrontare le problematiche nazionali. Di fronte a chi ritiene obsoleto il richiamo al Nord, Pini risponde: «Saranno gli elettori a decidere se siamo anacronistici».

Chi ha aderito al comitato

Al comitato avrebbero «già aderito centinaia di vecchi leghisti che non sopportano più le operazioni salviniane». Tuttavia, resta da chiarire la posizione dei vertici istituzionali del Settentrione. Tra i nomi che potrebbero spingere verso una nuova vita del movimento autonomista ci sono Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Luca Zaia, insieme al capogruppo Massimiliano Romeo e all’ex capogruppo Riccardo Molinari. Decisivo potrebbe rivelarsi il sostegno del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il cui appoggio potrebbe alterare gli equilibri esistenti.

Il banco di prova a Pontida

Salvini ha già escluso l’idea di fare un passo indietro e ha programmato un incontro a Roma, fissato per l’8 e 9 settembre. Tuttavia, la nascita del comitato trasforma il dibattito interno in una contestazione organizzata, portando ogni tensione verso il raduno di Pontida del 20 settembre, dove si misurerà la vera tenuta della leadership salviniana di fronte all’affermarsi delle istanze identitarie del Nord.

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