Critiche alla patente a crediti: morte e infortuni alle stelle nei cantieri italiani
Nonostante l’entrata in vigore nell’ottobre 2024 della ‘patente a crediti’, concepita per premiare le aziende virtuose e penalizzare quelle negligenti nella salute e sicurezza sul lavoro, i risultati sono deludenti. Con 175 morti nei cantieri e circa 54mila infortuni denunciati all’Inail nel settore delle Costruzioni, nel 2025 sono state sospese solo 6 delle 479.020 patenti a crediti per incidenti gravi, secondo quanto riportato da Attuale.
Le aspettative legate a questo sistema di qualificazione a punti si sono rivelate illusorie, con l’autocertificazione che ha ridotto la misura a una semplice formalità burocratica. L’efficacia della patente a crediti dipende ora da ipotetici controlli futuri da parte dell’ente di vigilanza, i quali risultano sempre più rari a causa della diminuzione del personale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl), passato da 3.160 nel 2024 a 2.969 lo scorso anno.
La mancanza di controlli adeguati ha portato all’irrogazione di 687 violazioni nei confronti dei committenti, accusati di non aver verificato il possesso del titolo abilitante da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi. Inoltre, 1.088 sanzioni sono state elevate per l’assenza della patente a crediti. Le norme attuali per la sospensione della patente in caso di infortunio grave richiedono un accertamento del nesso causale tra l’incidente e la condotta del datore di lavoro, creando ulteriori complicazioni nell’emanazione delle sanzioni, come evidenziato dall’inadeguata disponibilità dei verbali redatti dai pubblici ufficiali.
La situazione allarmante è confermata dai controlli effettuati nel 2025, che hanno rivelato un tasso di irregolarità del 71,8% nel settore edile. Il rischio di caduta dall’alto si posiziona al primo posto, rappresentando il 29,8% delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.