Capo della polizia di La Guaira ancora vivo dopo 9 giorni sotto le macerie, il numero delle vittime sale a 2.645

04.07.2026 04:15
Capo della polizia di La Guaira ancora vivo dopo 9 giorni sotto le macerie, il numero delle vittime sale a 2.645

Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela continua a salire, raggiungendo il numero drammatico di 2645 morti a oltre una settimana dal devastante sisma del 24 giugno. I feriti sono stati segnalati in un numero di 12.666, come comunicato dal Ministero del Potere Popolare per le Comunicazioni e l’Informazione, riporta Attuale.

Le autorità hanno anche registrato 15.050 sfollati e danni significativi a 885 edifici, di cui 189 crollati. Le operazioni di soccorso coinvolgono oltre 29.500 operatori e 3.305 soccorritori internazionali, al lavoro per assistere 86.117 famiglie. Finora, sono state rilevate 890 scosse di assestamento.

Recupero in corso: speranze e disperazione

In un’operazione ricca di tensione, il capo della polizia di La Guaira, Gustavo Romero Matamoros, è stato trovato vivo dopo nove giorni intrappolato sotto le macerie di un edificio crollato, trasmettendo un messaggio di speranza attraverso il codice Morse ai soccorritori. Tuttavia, le notizie non sono tutte positive. Le operazioni di soccorso sono state complicate dalla mancanza di attrezzature e carburante, con diverse persone ancora intrappolate.

Menomazioni nel salvataggio di Fabio, il bambino di 9 anni

Purtroppo, non ci sono più speranze per Fabio, il bambino intrappolato sotto uno degli edifici crollati a Caraballeda. I soccorritori, dopo aver svolto ricerche senza successo utilizzando sonar e georadar, hanno dichiarato che non sono stati rilevati segnali dal piccolo, il quale si trovava a circa sei metri di profondità sotto le macerie, accanto al corpo della madre.

Durante questa disperata situazione, il padre di Fabio, Francisco, è rimasto accanto ai soccorritori per tre giorni, portando un messaggio emotivo ai social media riguardo alla debolezza del figlio ma anche alla sua determinazione a resistere.

Critiche alle autorità e alle operazioni di soccorso

Nel frattempo, la situazione ha suscitato intense critiche sui social media. Una giovane ragazza, Paola Lauret, ha esortato l’uso di attrezzature adeguate per rimuovere i detriti più pesanti, affermando che ci sono ancora persone vive sotto le macerie, mentre i soccorritori lottano con l’assenza delle gru necessarie. È stato segnalato che il dispositivo utilizzato dai soccorritori cileni ha individuato 39 persone vive.

La critica nei confronti delle autorità è stata accolta dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez, che ha negato le accuse di ritardi nell’intervento, sostenendo che l’azione del governo è stata tempestiva e coordinata e che le difficoltà iniziali erano dovute a gravi danni alle infrastrutture. Rodriguez ha qualificato le critiche come tentativi di strumentalizzare una crisi umanitaria e ha riaffermato il sostegno internazionale ricevuto.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere