Nuove tariffe statunitensi scuotono il commercio globale
Gli Stati Uniti hanno imposto un nuovo regime tariffario su decine di Paesi, tra cui membri dell’Unione Europea, in risposta alla scadenza delle tariffe generalizzate del 10% introdotte come misura temporanea. Questa azione estenderà le tariffe tra il 10% e il 12,5% su 60 partner commerciali, coprendo oltre il 99,4% del commercio statunitense, riporta Attuale.
I nuovi dazi colpiscono i Paesi ritenuti incapaci di contrastare adeguatamente le pratiche di lavoro forzato. Un alto funzionario dell’amministrazione Trump ha dichiarato che rappresentano “la più ampia azione internazionale mai intrapresa dagli Stati Uniti in materia di diritti dei lavoratori”. Le tariffe entreranno in vigore a partire dalle 00:01 di venerdì negli Stati Uniti, ovvero le 6 di mattina in Italia.
L’Unione Europea ha contestato le motivazioni dietro a queste nuove misure. La vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, ha criticato le accuse statunitensi definendole “infondate” e ha annunciato che “l’Ue chiederà chiarimenti agli Usa”. Intanto, la Borsa di Tokyo ha subito un netto ribasso, con l’indice Nikkei in calo del 3%.
Jamieson Greer, rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, ha sottolineato come le nuove tariffe non si sommerebbero a quelle già esistenti su acciaio e alluminio, e che la multa europea a Google da 890 milioni di euro potrebbe influenzare l’accordo sui dazi, minacciando le relazioni transatlantiche.
Da parte sua, il Brasile respinge le accuse americane e si prepara a ricorrere ai meccanismi di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Anche Australia e Giappone hanno espresso forte disapprovazione per le nuove tariffe imposte. In tale contesto, la Cina e altri Paesi asiatici restano osservatori attenti, mentre il primo ministro neozelandese Christopher Luxon ha criticato la mancanza di prove concrete a supporto delle misure USA contro il lavoro forzato.