“Carcere: condizioni disumane e detenuti ammassati, la denuncia di Gianni Alemanno”

02.07.2025 16:05
"Carcere: condizioni disumane e detenuti ammassati, la denuncia di Gianni Alemanno"

Roma, 2 luglio 2025 – “Qui dentro si muore di caldo, ma la politica dorme (con l’aria condizionata)”. Questo è solo uno dei passaggi del diario scritto all’interno del carcere di Rebibbia dall’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, attualmente detenuto dal 31 dicembre 2024, a seguito di una condanna nel 2022 per finanziamento illecito e traffico di influenze illecite, frutto di uno dei filoni dell’inchiesta sul ‘Mondo di mezzo’ (precedentemente nota come ‘Mafia Capitale’). L’ex onorevole di destra, che ha le sue origini nell’Msi e ha poi militato in An, Pdl e Fratelli d’Italia, è stato ministro dell’Agricoltura nel governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Inizialmente, il tribunale di sorveglianza gli aveva concesso una pena da scontare agli arresti domiciliari di 1 anno e 10 mesi. Tuttavia, a causa del mancato rispetto delle prescrizioni, Alemanno è stato trasferito nel carcere di Rebibbia, dove cumulerà la pena fino al termine previsto. Alcuni estratti del suo diario sono stati letti oggi davanti al Senato dal militante del Pd Michele Fina, nel corso di un dibattito sulla riforma della separazione delle carriere, riporta Attuale.

“La vita in carcere è una tortura”

Il senatore del Pd Michele Fina ha letto in aula le parole di Alemanno, enfatizzando che si tratta di “un avversario politico da cui mi sento lontano”. L’ex sindaco di Roma descrive le condizioni all’interno del carcere di Rebibbia, dove la temperatura nelle celle aumenta notevolmente. Una volta raggiunto l’ultimo piano, si registrano temperature addirittura di 10 gradi superiori rispetto al piano terra, amplificando ulteriormente la sofferenza causata dal sovraffollamento nelle carceri. “Questo caldo insopportabile – scrive Alemanno nel suo diario – si somma alla vergogna del sovraffollamento. Ma la politica si distrae (mentre usufruisce dell’aria condizionata) e ignora che già a giugno ci sono state cinque proteste carcerarie in tutto il paese, un errore clamoroso (oggi considerato reato dopo il decreto sicurezza) da parte dei detenuti, frutto di cervelli surriscaldati e persone accatastate una sull’altra”.

La posizione di Cuperlo

Un altro deputato del PD, Gianni Cuperlo, ha espresso il suo pieno sostegno ad Alemanno in questa battaglia. Ha condiviso sui social un estratto del diario accompagnato dalla sua riflessione: “Gianni Alemanno è stato (e continua ad essere) parte di quella destra che fin da giovane ho visto come un avversario da contrastare e possibilmente battere nelle urne e nei cuori. Tuttavia, oggi condivido qui sotto il ‘diario’ che egli ha redatto in questi giorni di inizio estate, descrivendo cosa comporta vivere dentro un carcere. Ritengo sia una lettura imprescindibile, non per la matrice politica e culturale dell’autore, ma per quel senso di umanità che lo Stato (e la democrazia) non dovrebbero mai calpestare, per nessuno e in nessun luogo”.

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