Carlo Calenda critica Meloni: “Deluso dalla sua svolta populista”

31.05.2026 03:35
Carlo Calenda critica Meloni: "Deluso dalla sua svolta populista"

Calenda critica il governo Meloni sulla direzione politica

Roma, 31 maggio 2026 – Il senatore Carlo Calenda, leader di Azione, esprime il suo disappunto nei confronti del governo di Giorgia Meloni, accusandolo di tornare a una retorica populista, riporta Attuale.

Calenda afferma: «Mi sembra che stiamo tornando alla versione populista di Meloni, da questo punto di vista sì, sono molto deluso. Quando è arrivato Trump alla Casa Bianca, Meloni ha cominciato a prendere le distanze dall’Ucraina, ha assunto toni critici nei confronti dell’Ue, appoggiando Orban con un video, una cosa assurda. Ora che Vannacci sta guadagnando consenso, Meloni si riposiziona, tenendo discorsi all’assemblea degli Industriali contro l’Europa, mentre siamo ultimi in Europa per crescita». Inoltre, critica la proposta di un comitato per snellire la burocrazia dopo quattro anni di legislatura: «Ma qualcuno ci crede?».

Riguardo a Vannacci, Calenda lo definisce «il classico generale da operetta» e prosegue: «È un altro capitolo di una lunga saga di populisti privi di scrupoli, che fanno promesse irrealistiche. Propone aiuti per i pensionati pur avendo beneficiato di una pensione anticipata con un stipendio di 5.000 euro netti, mentre critica l’Europa e riceve 15.000 euro di compenso».

Quando gli viene chiesto dell’avvicinamento di Azione al centrodestra, Calenda risponde: «Non è così. Ho trascorso la prima metà della legislatura a spiegare che non saremmo stati nel campo largo e la seconda metà a chiarire che non saremo nel centrodestra». Sottolinea l’importanza di valori imprescindibili, come l’europeismo: «Vogliamo un’Europa armata e capace di difendersi, che crea centrali nucleari per diventare indipendente». Riguardo ad Arezzo, ha suggerito di non dare indicazioni di voto, rimettendo la decisione a Donati.

In merito ad un possibile ritorno alle Politiche, anche con una legge elettorale modificata, Calenda afferma: «Noi rimarremo al centro con qualsiasi legge elettorale. Le coalizioni saranno piene di estremisti. Dobbiamo attrarre quell’8% di cittadini moderati che non si identificano nei due poli». Sulle alleanze future, spera di includere i liberaldemocratici, +Europa e altre associazioni liberali europeiste.

Calenda esprime rammarico nei confronti del Terzo Polo, affermando che avrebbe potuto funzionare se non ci fosse stato Renzi: «Non è affidabile chi balbetta tra le sue posizioni». Sull’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, non nasconde la sua delusione per la superficialità con cui viene trattata la questione: «La politica italiana dovrebbe avere valori da difendere. È deludente che il Pd e Schlein non abbiano contrastato affermazioni fuorvianti riguardo l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue».

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