La Lega propone il terzo mandato per i presidenti di Regione con un emendamento alla legge elettorale

14.07.2026 12:45
La Lega propone il terzo mandato per i presidenti di Regione con un emendamento alla legge elettorale

La Lega propone il terzo mandato per i presidenti di Regione

Il deputato della Lega, Massimiliano Panizzut, ha presentato un emendamento per modificare il limite del «secondo mandato» con quello del «terzo», che ha superato un primo vaglio di ammissibilità e sarà esaminato dall’Aula della Camera a partire dal 14 luglio. Se approvata, la norma consentirebbe alle Regioni di aumentare da due a tre il limite dei mandati consecutivi per i presidenti, una questione che ha già diviso il centrodestra. L’emendamento prevede anche un cambiamento nel titolo della riforma, includendo le elezioni per il presidente della Giunta regionale, riporta Attuale.

L’emendamento modificherebbe l’articolo 2 della legge 2 luglio 2004, numero 165, riscrivendo il principio generale che regola le leggi elettorali regionali. Tuttavia, il suo cammino non è garantito, e potrebbe subire ulteriori modifiche in Aula prima del voto finale.

In caso di approvazione, il nuovo ordine consentirebbe ai presidenti attuali di non avere automaticamente un nuovo mandato, poiché le nuove disposizioni riguarderebbero solo i mandati successivi alle elezioni effettuate dopo l’entrata in vigore delle leggi regionali di attuazione. Pertanto, la modifica richiederebbe l’adeguamento delle singole leggi regionali, rappresentando un tentativo della Lega di rimettere sul tavolo della coalizione un tema a lungo rivendicato, costringendo i suoi alleati, in particolare Fratelli d’Italia, a pronunciarsi.

Futuro Nazionale sfida il centrodestra sull’alternanza di genere

Contemporaneamente, Futuro Nazionale sta attaccando la maggioranza con una proposta di emendamento che richiede l’eliminazione di ogni disposizione relativa all’alternanza obbligatoria di genere nei candidati delle liste plurinominali e circoscrizionali. L’emendamento, firmato da Laura Ravetto ed Edoardo Ziello, prevede che in ogni lista non possa essere presente nessuno dei due generi in misura superiore al 65% e che, in liste di almeno tre membri, debba essere garantita la presenza di almeno un candidato per ciascuno dei generi.

Nonostante ciò, la proposta permetterebbe ai partiti di decidere liberamente la composizione e l’ordine delle liste, senza la necessità di seguire una successione alternata di candidati maschi e femmine.

Conflitto di interessi sulle preferenze

In un altro sviluppo, i parlamentari di Futuro Nazionale stanno contrapposti a una proposta di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, relativa all’uso delle preferenze nelle liste elettorali. Quest’ultima prevede liste di sette candidati con un capolista bloccato, mentre Futuro Nazionale chiede l’abrogazione dell’obbligo di alternanza di genere, mantenendo soltanto un limite quantitativo. Questa disparità di approccio è cruciale, poiché l’alternanza è volta a prevenire la concentrazione di candidati di un genere nelle posizioni iniziali delle liste.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere